Viticoltura biologica e fasi lunari

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Molti produttori di uva da vino seguono oggi la viticoltura biologica che mette in pratica le esperienze naturali  appartenenti alla tradizione popolare affinché gli "antichi saperi" non vadano perduti e per ottenere  prodotti sani e di qualità, il tutto associando a questi ultimi gli ultimi ritrovati della scienza agricola. 

Una credenza, in modo particolare, viene ripresa, quella legata all’attività della luna che, si ritiene, influisca sull’agricoltura. Analogamente  a quanto avviene  in mare, la luna sarebbe all'origine di  fenomeni che, benché poco visibili, risultano essenziali per la flora terrestre.

I contadini hanno sempre tenuto in molta considerazione le fasi lunari nelle diverse pratiche agricole dedicandosi a semina, impianto, cura, raccolta e conservazione dei prodotti secondo le cadenze del calendario lunare ,sebbene la maggior parte degli esperti ritenga più importante, per la buona riuscita delle colture, l’osservanza di alcune regole tecniche e scientifiche ormai collaudate.

Le lunazioni del satellite naturale sono determinate dal suo moto di rotazione e dal concomitante moto di rivoluzione attorno al Pianeta e descrivono il ciclico cambiamento di posizione che viene ad assumere la Luna tra la Terra e il Sole. Il satellite compie il moto di rotazione attorno al proprio asse  in un periodo, chiamato mese siderale, coincidente con il tempo impiegato per portare a termine il moto di rivoluzione, pari a 27 giorni, 7 ore, 43 minuti e 12 secondi.

Le fasi lunari si ripetono nel cosiddetto mese sinodico, di circa 29 giorni, e consistono nelle quattro posizioni fondamentali che prendono il nome di Luna nuovaPrimo QuartoLuna PienaUltimo Quarto. Vi sono poi quattro posizioni intermedie: Luna crescente, Gibbosa crescente, Gibbosa calante e Luna calante. Ciascuna di queste ha la facoltà di condizionare la vita della campagna perché si presume che il movimento lunare nelle piante sia in stretta relazione con la circolazione della linfa. La luna crescente favorisce lo sviluppo e la crescita dei vegetali richiamando in superficie, sul fusto e sulle foglie,  i succhi vitali e rende alcuni periodi dell'anno favorevoli al raccolto. Con la luna calante, invece, la linfa si concentra nelle radici e il sottosuolo, divenendo ricco e fecondo, si prepara per la semina.

Il calendario lunare indica spesso anche i segni zodiacali in transito nel periodo che si desidera prendere in considerazione e, insieme all’agenda delle semine e dei raccolti, viene ad essere uno strumento utile per conoscere con assoluta certezza i tempi idonei ad impiantare un vigneto, a potare le viti, ad irrigare la vigna, a vendemmiare, a pigiare l’uva e a travasare il vino.

I principali eventi legati al vino del Friuli Venezia Giulia.

 

A partire dal 2014 il Friuli ha cominciato a farsi notare per le ottime produzioni vinicole collocate all’interno di un territorio dalla grande varietà paesaggistica ed altrettanto ricco di storia. Ne hanno parlato giornalisti da tutto il mondo soprattutto inglesi ed americani e la celebre istituzione turistica Lonely Planet lo ha messo al 4 posto tra le mete imprescindibili nel corso del 2016. Da nord a sud della regione il vino va parte della cultura e della quotidianità del popolo friulano. In questo articolo vedremo quali sono gli eventi più rinomati ed attesi connessi al febbrile mondo vinicolo friulano.

Per essere equi distanti da tutti da tutti gli appuntamenti di cui vi andremo a parlare di seguito vi consigliamo di pernottare presso un B&B Udine. Un modo per pernottare in piena autonomia, in modo confortevole.

A Cormons la “Fieste da Viarte” vi da la possibilità non solo di assaggiare le migliori produzioni vinicole della piccola località considerata “Città del Vino”, ma vi da modo di accompagnare il vostro calice di vino con stuzzichi e street preparati direttamente dalla gente del posto: affettati, formaggi, insaccati… c’è né per tutti i gusti! La Fieste da viarte si tiene in primavera e gli stand si trovano in particolare presso il monte Quarin.

Sempre in primavera si tiene l’attesissimo evento Cantine Aperte, dove le migliori cantine vinicole del territorio aprono le loro porte ai visitatori dando modo non solo di apprezzare le loro ottime produzioni vinicole ma anche di effettuare lezioni di degustazione e tour guidati delle cantine stesso. Spesso queste cantine sono collocate all’interno di splendidi comprensori posti in prossimità di splendide ville d’epoca o antichi rustici. Insomma un piacere sia per gli occhi che per il palato.

Ma sicuramente per quanto riguarda il territorio di Udine la kermesse più apprezzata è quella di Friuli Doc. Friuli Doc si svolge il secondo week end si settembre dal giovedì alla domenica ed attira visitatori dal vicino Veneto ma anche dalle vicine Austria e Slovenia. Durante i quattro giorni di fiera la città di Udine si riempie di chioschi e stand dove non solo potrete apprezzare ottimi vini locale ma nel quali potrete gustare anche i migliori prodotti e piatti friulani in stand divisi in paese alla località d’origine di quel particolare piatto o materia prima. Oltre che dal cibo e dal vino, Friuli Doc è animato anche da un ricco palinsesto di eventi culturali e musicali, ospiti prestigiosi connessi al mondo della ristorazione e mercatini.

 

Vino e bellezza: connubio perfetto

 

È risaputo che bere un bicchiere di vino al giorno, durante i pasti, fa bene non solo alle papille gustative ma anche al corpo grazie alle sue numerose proprietà e benefici.

Negli ultimi anni le migliori aziende produttrici di cosmetici hanno avuto la brillante idea di inserire nei loro prodotti di bellezza le proprietà benefiche del vino, utilizzando gli estratti delle foglie, dei tranci di vite e soprattutto del vino rosso e dello spumante, ricchi di antiossidanti, un vero toccasana per la pelle. Scopriamo insieme al blog makeup Donna e Dintorni i cosmetici a base di vino più in voga e più utilizzati del momento.

Alchimia Natura, la nota casa di cosmetici bio ha creato una linea di prodotti utilizzando estratti di vite e uva nera proveniente dall’Appennino Modenese. Questi ingredienti hanno un effetto di protezione dei vasi della pelle, poiché ricchi di vitamine antiossidanti e di polifenoli. I cosmetici a base di vino di Alchimia Natura, chiamati Bacco di…Vino, possiedono il potente antiossidante Resverartolo che insieme alle proprietà delle vitamine A, C, ed E allievano le infiammazioni della cute e stimolano la produzione di collagene, prezioso per avere una pelle giovane e sana. Questa nuova linea sfrutta anche le proprietà di altri frutti dall’azione antiossidante come i mirtilli, il ribes e il melograno.

La famosa casa cosmetica francese Caudalìe ha deciso, invece di realizzare la linea Vinoperfect, vale a dire prodotti come sieri, creme viso e creme colorate, tutte con protezione dai dannosi raggi UV, che sfruttano le proprietà e i benefici del vino. L’intento di questa innovativa linea di cosmetici è quello di correggere l’incarnato, rendendolo più uniforme e luminoso e di far sparire le antiestetiche macchie dal viso utilizzando come ingrediente la viniferina, sostanza ottenuta dai tralci di vite, da sempre usata dai contadini francesi per uniformare la pelle.

La Wine Beauty ha fatto il suo esordio in Italia nel 2015 durante il Vinitaly di Vicenza e da quel momento le maggiori case cosmetiche hanno deciso di sfruttare i benefici dell’uva, del vino e dei tranci di vite utilizzandoli come ingredienti base dei loro prodotti. Inoltre le aziende produttrici di cosmetici più sensibili al tema dell’ambiente e dell’eco-sostenibilità tendono a usare per i loro cosmetici gli scarti della vite che altrimenti verrebbero gettati.

La Coldiretti insieme ai mercati di Campagna Amica hanno contribuito a diffondere la Wine Beauty nel nostro paese e l’attenzione per le proprierà cosmetiche del vino si stea diffondendo non solo tra i grandi marchi ma anche tra le realità

Il vino del Friuli come protagonista di un matrimonio perfetto

Matrimonio e vino

 

Il vino del Friuli può accompagnare gli sposi all’altare in diversi modi. Con un pizzico di fantasia è possibile arricchire e rendere ancora più speciale il giorno delle nozze grazie a un’organizzazione in cui il vino diventa protagonista.

A dirlo è Glauco Comoretto, noto come il miglior fotografo matrimonio per gli sposi che vogliono sposarsi in Friuli. Le sue proposte sono varie e diverse in base ai gusti.

C’è la possibilità di rendere il vino protagonista grazie a un menù in ristorante studiato ad hoc, optare per una festa nuziale all’interno di una delle cantine vinicole del Friuli, scegliere il vino come bomboniera alimentare. Si può allietare il proprio palato con un addio al celibato o al nubilato a tema  ma anche regalarsi una cena con degustazione prima del fatidico si.

Ad esempio, se ancora non hai pensato alla location del tuo matrimonio in Friuli, che ne dici di un’azienda vinicola? Godrai di panorami spettacolari e farai immergere i tuoi ospiti in un’emozione doppia tra paesaggi, sapori e l’alone nell’aria del tuo amore eterno.

In alternativa puoi optare per organizzare un tour nelle cantine vinicole del Friuli insieme a una guida del luogo che ti farà vivere un addio al celibato o un addio al nubilato fuori dai soliti schemi.
L’escursione alla scoperta di vite e vigneti può essere un’idea anche se si organizza un matrimonio in Friuli pur vivendo all’estero: con parenti e amici sarà l’occasione giusta per scoprire la tradizione locale e conoscere nuove realtà culturali.

Per vivere il vino del Friuli non come semplice momento di accompagnamento del matrimonio si può optare anche per una cena con degustazione il giorno prima delle nozze in uno dei ristoranti più conosciuti del luogo o anche in piccole trattorie caratteristiche.

Infine, arrivati al momento del fatidico si, un calice di vino non deve essere vissuto soltanto al momento dell’aperitivo di apertura dei festeggiamenti. Può essere utilizzato per arricchire le pietanze del menù scegliendo il sapore giusto in base alla portata. Brasati, risotti, arrosti ma anche gelatine ricavate dal vino rosso che si sposano benissimo con i formaggi locali. Grazie ai consigli del vostro maitre sarà facile abbinare il vino del Friuli in tavola.

La ciliegina sulla torta per rendere il matrimonio ancora più speciale? Le bomboniere alimentari. Scegli delle bottiglie di vino e rendile personali grazie a delle immagini al posto delle classiche etichette oppure in abbinamento al tema nuziale.

Il successo è assicurato!

Come non sbagliare sul vino per il matrimonio

Brindisi vino

 

Mancano pochi mesi al fatidico “sì” e ancora non hai scelto il vino per il banchetto? É tutto pronto: addobbi, il fotografo matrimonio, le partecipazioni, le bomboniere, ma il vino proprio non siete riusciti a sceglierlo. Niente panico: in realtà selezionare il vino per le nozze è più semplice di quanto si possa pensare.
In Italia, quella vinicola, è una delle produzioni più diffuse e ricche e dunque non avete che l’imbarazzo delle scelta, anche se il rischio è quello di perdersi in un mare di etichette, nomi senza trovare la soluzione a questo “rompicapo”.
Vediamo di seguito qualche consiglio su come non sbagliare a scegliere il vino per il matrimonio.

Come non sbagliare vino per le nozze 
Quando si deve decidere che vino acquistare e servire per il grande giorno ci sono due cose che vanno assolutamente prese in considerazione prima di fare qualsiasi scelta: la stagione e il clima che saranno protagonisti insieme a voi del vostro “sì”.
In base a questi due aspetti si dovrà scegliere uno o un’altra cantina o tipologia di vino. Se, infatti, si sceglie di sposarsi in estate sarà meglio optare per vini più freschi e meno pesanti, mentre se il periodo è quello invernale allora si potranno servire anche vini più corposi e decisi.
La cosa più importate è quella di relazionarsi sempre con chi sarà l’artefice della realizzazione delle portate che saranno servite in modo da scegliere il giusto abbinamento vino – cibo (molto importante quando si sceglie un buon vino da accompagnare al pasto).

Quanto vino devo servire e quando? 
Il vino può essere servito e può accompagnare qualsiasi tipologia di portata andrete a presentare al banchetto del vostro matrimonio: dall’aperitivo al dolce. Esiste infatti una tipologia di vino adatta ad ogni occasione e dunque non sarà difficile poter scovare la bottiglia giusta per ogni mometno del banchetto nuziale.
Per quanto concerne la quantità esiste una formula, inventata nel 1500 da Guglielmo da Ratisbona, che è in grado di calcolare il numero di bottiglie necessarie per dissetare un certo numero di persone. Prendente il numero totale degli invitati che verranno al pranzo o alla cena di nozze, anche quelli astemi, e dividete per 2,15. Il risultato è il numero di bottiglie necessarie.

Come non spendere un capitale per il vino
Il risparmio nel giorno del matrimonio per alcuni è vitale. Si può tagliare sui costi senza rinunciare alla qualità di un buon vino. Come prima cosa potete optare per un vino dalla produzione locale per abbattere i costi di trasporto e spedizione: guardatevi attorno sicuramente nella vostra regione si produce un buon vino come in molte parti d’Italia.
Successivamente per risparmiare sul brindisi finale è possibile, al posto del classico Champagne, servire uno spumante o un Prosecco: sono alternative davvero buone, ma più economiche.

Si può vendere vino a Dubai?

Dubai torre

 

Vendere vino a Dubai e negli Emirati Arabi Uniti è possibile, a patto di conoscere in modo approfondito il contesto in cui si opera: si parla di un mercato il cui valore si aggira intorno ai 130 milioni di dollari, più o meno suddiviso in 80 milioni di vino in bottiglia e 50 milioni di spumanti. Dopo un 2012 di calma piatta, le cose sono migliorate, e oggi si può parlare di una crescita non rapida ma costante. La Francia è il primo Paese nell’elenco dei fornitori, seguito dall’Australia e dall’Italia. Il prezzo medio al litro dei vini nostrani è di circa 7 dollari, per un valore che rispetto a una decina di anni fa è più che raddoppiato.

Ma a vendere vino a Dubai sono un po’ tutti, dalla Gran Bretagna al Sudafrica, dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda, dal Cile alla Germania, dal Portogallo alla Spagna. Cosa bisogna fare, quindi, per esportare le proprie bottiglie qui? In primo luogo, ci si può impegnare nella vendita a distanza. Se la vendita viene effettuata – come avviene di solito – alla condizione DDP, all’atto dell’introduzione del vino a Dubai l’impresa italiana è tenuta a incaricare uno spedizioniere in loco che avrà il compito di eseguire lo sdoganamento dei beni pagando i diritti doganali, oltre a occuparsi delle diverse formalità burocratiche (tenendo conto che si tratta di una location piuttosto impegnativa da questo punto di vista). Se, invece, la vendita viene effettuata alla condizione DAP o DAT è il consumatore finale a dover gestire lo sdoganamento.

Volendo, gli imprenditori possono anche inviare delle campionature a titolo gratuito per far conoscere il prodotto e migliorare la reputazione dell’etichetta: ai fini Iva sono possibili sia le cessioni di campioni gratuiti di valore ridotto contrassegnati in maniera specifica che le cessioni di campioni gratuiti di altro tipo. Nel primo caso, la cessione gratuita è fuori campo Iva, e per quel che riguarda il rispetto delle norme doganali non bisogna fare altro che stilare una fattura pro forma o una lista valorizzata, specificando in ogni caso il costo delle bottiglie o comunque dei campioni inviati. Per ciò che concerne le accise, invece, devono essere espletate tutte le formalità ordinarie previste per la spedizione dei beni a Dubai.

Chi fosse intenzionato a esportare vino a Dubai, inoltre, deve tenere conto della necessità di tradurre le etichette, i documenti tecnici, i contratti, gli allegati e così via: per questo motivo il consiglio è quello di fare affidamento su un’agenzia di traduzione specializzata, per evitare brutte sorprese e per non imbattersi in imprevisti di vario genere.