Che vino bere d’estate?

 

Per chi ama il buon vino questo non può mancare nemmeno nella stagione più calda dell’anno, c’è chi per esempio in estate lo sostituisce con la birra perché sembra essere più dissetante e invece tocca sfatare questo mito. Se si è bravi a scegliere, anche il vino rosso può dissetare e dare un bel sollievo adattandosi a qualsiasi tipo di alimentazione del periodo.
Con l’arrivo dell’estate il nostro stile di vita cambia e con esso anche la nostra alimentazione  e con essa le bevande che amiamo bere. Cosa si preferisce bere in estate? Il vino bianco oppure uno spumante, che sono praticamente un luogo comune perché possono essere serviti con qualsiasi temperatura, caldo o freddo vanno sempre bene, in genere comunque in estate un bel bicchiere di vino bianco freddo è il massimo che si possa desiderare. Se parliamo dello spumante, frizzante, effervescente, è perfetto per l’estate perché abbastanza fresco e dissetante anche per l’aperitivo. A tavola invece è maggiormente consumato il vino spumante che riscuote ogni anno molto successo.
Il vino spumante o i rosati sono indicati per gli amanti del sapore fruttato e allora possiamo consigliare il Lambrusco o il Rabosello dal Veneto che sono i più conosciuti e nominati in tutto il mondo e in alternativa anche un Pignoletto frizzante o un Traminer entrambi gradevoli e molto leggeri adatti anche a chi non ama bere vino. Un altro vino adatto all’estate è il Prosecco, corposo ma non molto, dal sapore fruttato, dolce e delicato al palato, fresco e dissetante. Il Franciacorta per esempio è perfetto per accompagnare moltissimi cibi, un pranzo o una cena rustica, così come una cena delicata a base di pesce, disponibile bianco, rosè e satèn con gusto fruttato e note di fiori bianchi.
Altre scelte, non secondarie ma di pari livello, sono il Grillo Sicilia Igt, con un aroma tropicale con mango e papaia, gelsomino e fiori bianchi, l’idea per una cena estiva a base di pesce, ma anche soft con solo verdure. E’ ottimo anche come aperitivo. Poi si passa al Greco di Tofu, disponibile in due versioni “extrabrut” o “brut” da servire ad almeno 8 gradi, ottimo per i piatti freddi, per i primi o per le ricette di pesce poco elaborate.
Solitamente quando pensiamo ai vini rossi, immaginiamo una tipologia di vino molto pesante, imponente, in realtà bisogna saper scegliere in quanto la struttura del vino dipende tutta dall’uva, c’è per esempio quella a bacca rossa dalla quale nasce un vino leggerissimo, che si può bere in tutte le occasioni e a qualsiasi temperatura, quasi come i bianchi.
Contrariamente a quanto si pensa quindi possiamo affermare che a tavola i rossi non possono mai mancare se si vuole fare un perfetto abbinamento tra un buon bicchiere di vino e un pasto (ad esempio serale). L’unica cosa che è importante ricordare è che bere vino fa sicuramente bene al cuore, ma in quantità moderate perché come qualsiasi bevanda o alimento, se assunto in quantità elevate può recare danni all’organismo, quindi fate molta attenzione.

 

 

Breakfast + Lunch = Brunch

 

Cosa vorrebbe esattamente rappresentare la parola Brunch?

Innanzitutto, cominciamo con il dire che la parola “brunch” è una sintesi tra “breakfast” e “lunch”, rispettivamente, colazione e pranzo nella lingua inglese. Quindi, a rigor di logica, il brunch vorrebbe essere un unico pasto che andrebbe a comprendere tanto la colazione, quanto il pranzo. È sicuramente il pasto ideale da consumare quando è ormai troppo tardi per la classica colazione, ma è ancora troppo presto per tutte le portate del pranzo. È, in altre parole, la situazione perfetta per la domenica, per esempio, quando abbiamo la possibilità di alzarci tardi, troppo tardi per la colazione, e non abbiamo voglia di consumare un classico pranzo, che va dal primo al dolce, passando per il secondo, il contorno e la frutta.

Per alcuni il brunch è il momento preferito della giornata, per altri un modo per passare del tempo con gli amici, magari dopo aver studiato o lavorato e per altri è semplicemente un modo per ritagliarsi un po’ di tempo in modo rilassante.
È già da qualche anno che il tradizionale brunch inglese è diventato per molti una piacevole abitudine anche qui in Italia, anzi possiamo dire che sia una vera e propria moda che sta prendendo sempre più piede, soprattutto per i festaioli del sabato sera che hanno trovato il giusto compromesso per non rinunciare alla colazione e per non morire di fame prima che arrivi l’ora del pranzo. Ormai molti locali offrono il Brunch che è l’equivalente dell’apericena serale.
Detto questo, il brunch si svolge nei giorni festivi e deve iniziare tra le 11.30 e 12.00, dopo le 13.00 diventa un pranzo. Essendo un pasto che racchiude colazione e pranzo, deve necessariamente offrire tanto il cibo tipico dell’una, quanto quello dell’altro della colazione, con equilibrio e fantasia, evitando i cibi pesanti. Non è un pasto che si consuma serviti, ma deve essere rigorosamente a buffet, con portate di dolce e di salato in egual misura. Quindi torte rustiche, sfiziosi paninetti, insalatone ricche, anche una lasagnetta, preferibilmente bianca, perché no e, ovviamente, torte e crostate fatte in casa, pane tostato, marmellate varie, qualche portata più esotica, tipo hummus, e il brunch ideale è servito.
Quella del brunch potrebbe essere una valida alternativa anche al pranzo domenicale in casa in compagnia di amici e familiari. Basterà invitarli per tempo e offrirgli una giornata all’insegna del relax e del buon cibo, così avrete la possibilità di chiacchierare liberamente senza essere costretti ad alzarvi in continuazione per servire calde le portate del pranzo. Il buffet infatti rende liberi chi organizza il brunch di godersi a pieno la giornata, ma anche gli invitati di mangiare quello che vogliono e quanto ne vogliono. L’unica accortezza, trattandosi di un buffet da consumare dove ci si sente più comodi e quindi non necessariamente seduti intorno ad un tavolo, è quella di preparare cibi che possano essere facilmente consumati anche senza l’uso di un coltello e l’ausilio di un piano di appoggio solido. In questo modo non sarete neanche costretti a limitare gli inviti per problemi di spazio.