Franciacorta DOCG: un’ eccellenza che inizia già  dal nome

Alla stessa stregua dello Champagne in Francia, il Franciacorta è l’unico spumante italiano che può legittimamente essere identificato con il solo nome, senza altri termini o parole qualificanti.

Un’eccellenza che inizia già dal nome di questo prodotto che risulta essere il primo ed unico spumante brut italiano, vinificato con il metodo della rifermentazione in bottiglia ad essersi fregiato, fin dal 1995, della Denominazione di Origine Controllata e Garantita, il riconoscimento più importante che viene riservato per un vino.

Questo vino è quindi un tutt’uno con una precisa regione geografica, la Franciacorta per l’appunto, dove nasce grazie alle vigne che crescono in questa particolare zona della provincia di Brescia e ai produttori che, distribuiti nei venti comuni che fanno parte del comprensorio che si identifica con questo prodotto, si identificano con la sua etichetta e con il particolare metodo di vinificazione.

Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, quest’ultimo fino ad un massimo del 50%, sono le uve che danno origine ad un connubio tra tipicità, territorio e metodo di produzione che ha pochi eguali nel mondo tanto da sottolineare in maniera marcata l’unicità del prodotto Franciacorta.

È possibile acquistare online qualsiasi Franciacorta DOCG in negozi come Origini che prestano un occhio attento ai vini provenienti dalla Lombardia, regione trainante dell’economia italiana, da sempre identificata con ampie aree di insediamenti industriali ma che vanta una vocazione vitivinicola da non sottovalutare, come l’eccellenza di questo spumante inconfondibile, prodotto con il Metodo Classico in una zona che presenta un microclima che grazie alla presenza del lago d’Iseo che mitiga un clima altrimenti rigido, e di brezze dovute alla vicinanza con la pianura Padana che evitano pericolosi ristagni di umidità.

Ci troviamo quindi di fronte ad un prodotto non replicabile, che racchiude al suo interno tradizioni e legami con il territorio d’origine, con un disciplinare severo che esclude dal riconoscimento come Franciacorta uve prodotte da vitigni presenti su terreni non adeguatamente soleggiati o posti a fondovalle, impianti in zone con mota umidità dovute alla vicinanza di torrenti, fiumi o ristagni d’acqua.

La vinificazione del Franciacorta DOCG, come già accennato precedentemente, avviene con il metodo tradizionale, quello della rifermentazione in bottiglia o Metodo Classico che poi risulta lo stesso utilizzato da tre secoli per lo Champagne, che prevede l’induzione del secondo processo di fermentazione (per un minimo di 18 mesi) attraverso l’introduzione di zuccheri e di selezionati lieviti con la conseguenza di avare l’anidride carbonica prodotta intrappolata fin dall’inizio in bottiglia.

Il disciplinare del Franciacorta prevede tre versioni di questo vino spumante: bianco, rosé e satèn, quest’ultima molto particolare ed unica che rivela impressioni gustative particolari, sensazioni più morbide e rotonde, quasi delicate e setose.

Caratterizzato da una spuma fine ed intensa, spiccatamente cremosa se parliamo del satèn, il Franciacorta DOCG distingue, in totale, cinque diverse tipologie:

  • Franciacorta
  • Franciacorta Satèn;
  • Franciacorta Rosé;
  • Franciacorta millesimato;
  • Franciacorta riserva

Dal colore trasparente e limpido, un finissimo perlage, profumi delicati ampi e persistenti il Franciacorta si presenta in tutta la sua unicità come uno degli spumanti più apprezzati al mondo, originale prodotto di una fertile regione collinare all’interno di una realtà territoriale proiettata con forza verso il terzo millennio come la Lombardia.

NERO IN VERTICALE

 

DEGUSTAZIONE GUIDATA A CURA DI ONAV BAT

NERO IN VERTICALE

 

 

La delegazione BAT dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino propone una cena con mini verticale di NERO (2010, 2005, 2003, 2001) dell’azienda agricola dei Conti Zecca.

Saranno presenti i Conti Zecca e l’enologo dell’azienda, Antonio Romano.

Nell’occasione sarà presentato in anteprima il Rodinò 2014, l’ultimo nato dell’azienda di Leverano.

La degustazione di annate diverse del medesimo vino, al fine di studiare la qualità delle singole annate e le potenzialità evolutive del vino stesso, sarà guidata dal Consigliere Nazionale ONAV Pasquale Porcelli e accompagnata dalla presentazione di piatti della cucina pugliese che ben si abbinano e ne esaltano le caratteristiche.

L’iniziativa dell’ONAV s’inserisce nel quadro di una attenta politica di promozione e diffusione della cultura del vino e, più in generale, di valorizzazione dei prodotti del territorio più tipici e rappresentativi d’Italia.

“Nero” è il prodotto di punta dell’azienda e il nome rievoca il colore del vitigno base di questo vino, la cui prima vinificazione risale al 1998, quando rappresentò una vera e propria innovazione poiché per la prima volta si dichiarava ed evidenziava la combinazione tra un vitigno autoctono (70% Negroamaro, due volte nero, niger mavròs, nero in latino e in greco) ed uno internazionale (30% Cabernet Sauvignon).

L’appuntamento è per venerdì 17 marzo a Trani, alle ore 20.30, presso l’Hotel Regia in piazza Duomo.

 

 

 

 

 

Per info e prenotazioni:

ONAV BAT

(345/9686350 – bat@onav.itwww.facebook.com/onavbat)

 

“VIN’ A TRANI”, LA CITTA’ CELEBRA IL VINO D’AUTORE

 

I produttori di tutta l’Italia nella “capitale” del buon vivere

Enologia e giornalismo ai tempi della macchina per scrivere

Domenica 26 marzo 2017

Palazzo Lodispoto / Palazzo San Giorgio

 

 

Esattamente come il buon vino che invecchia e con il tempo migliora. Così la manifestazione dedicata al vino nella città che con il vino si identifica da sempre. Torna, per il terzo anno consecutivo, “Vin’ a Trani”, l’avvenimento il cui nome è con l’apostrofo a forma di goccia e il simbolo è una cattedrale fatta di soli calici, insieme la declinazione in vernacolo di un invito e al tempo stesso la valorizzazione del prodotto tipico più famoso, marchio di fabbrica di un territorio.

“Vin’ a Trani” si candida a diventare uno degli appuntamenti immancabili del panorama italiano e internazionale, grazie alla capacità di innovare il programma e mantenere la tradizione di selezionare esclusivamente prodotti di qualità.

L’appuntamento, anzi il doppio appuntamento quest’anno, è per l’intera giornata di domenica 26 marzo. Per questa terza edizione, infatti, il caratteristico happening mondano dedicato alla degustazione e ai banchi di assaggio che si terrà a Palazzo San Giorgio, nel salotto buono della città, sarà preceduto da un appuntamento culturale di respiro nazionale.

All’interno del Polo Museale, nell’antico Palazzo Lodispoto che ospita il museo più grande d’Europa dedicato alla macchina per scrivere, le vecchie tastiere torneranno a vivere, toccate dalle dita di giornalisti specializzati del settore che in passato le utilizzavano come strumento del loro lavoro.

In pratica, esattamente come succedeva un tempo in una redazione di un giornale prima dell’arrivo dei computer, del digitale e di internet, comporranno un “pezzo” nel quale consegneranno i loro pensieri sulla città di Trani e sul vino, ispirati dalla bellezza della cattedrale romanica sul mare.

Il ticchettio delle macchine per scrivere e lo scenario mozzafiato renderanno il momento unico nel suo genere, addirittura irripetibile.

Sarà l’occasione per parlare di vino, con professionisti e semplici appassionati, ma anche per muoversi tra passato e presente, su come è cambiato il giornalismo, la comunicazione e naturalmente il mondo dell’enologia, non più solo un fenomeno di nicchia.

Storia e mondanità insieme, dunque, per una miscela che vuole diventare un format vero e proprio destinato a durare negli anni anche grazie al lavoro di esperti ed enologi che in un mercato in cui la domanda è in calo, riescono a proporre una selezione di altissimo livello, oggi più che mai indispensabile.

Ideata e organizzata da Francesca de Leonardis, consulente enogastronomica, e Michele Matera, titolare del ristorante “Corteinfiore”, “Vin’ a Trani” è l’occasione per mettere insieme i produttori di vino del territorio e quelli che vengono da più lontano. Ma anche per rendere concreta l’idea di destagionalizzazione del turismo da più parti auspicata per far vivere la città 12 mesi l’anno, non solo durante l’estate.

L’idea da cui si parte infatti è quella di accendere Trani, farla tornare ai fasti del passato, emozionare chi viene a visitarla, promuoverla a capitale del buon vivere. Non solo per i monumenti ma anche per le sensazioni che è capace di suscitare. Partendo proprio dal vino, simbolo di una città che deve vivere, nelle intenzioni degli organizzatori, 12 mesi l’anno senza interruzioni, come se la bella stagione durasse per sempre.

Per un’intera giornata il protagonista sarà il famoso “nettare degli dei”, come lo chiamavano gli antichi. E la scelta di Trani non è casuale. Si chiamavano “I Trani”, infatti, quelle botteghe della Milano “da bere” degli anni ’60 dove si poteva mangiare e stare in compagnia. “Scolando barbera”, cantava Giorgio Gaber in una sua famosa canzone chiamata proprio “Trani a go go”, ispirata ai momenti passati insieme ad artisti come Dario Fo, Enzo Jannacci, Adriano Celentano, Lino Banfi, e tanti altri.

Oltre 40 le cantine che esporranno i loro prodotti, addirittura il doppio rispetto alla seconda edizione. La richiesta di partecipazione da parte dei produttori dimostra l’importanza della manifestazione in un momento in cui è sempre più limitata la presenza agli innumerevoli eventi enogastronomici. Arrivano dalla Puglia naturalmente, e da diverse regioni italiane, in un ideale itinerario enologico e gastronomico. Non mancherà neppure il “moscato di Trani”, vero e proprio padrone di casa, e l’angolo del food, con le eccellenze gastronomiche del territorio.

Insieme ci saranno le sigle di Onav (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) e Ais (Associazione Italiana Sommelier). Il partner sociale, come lo scorso anno, sarà Made in Carcere, l’iniziativa nata nel 2007 da un’idea di Luciana Delle Donne, fondatrice di Officina Creativa, una cooperativa sociale, non a scopo di lucro, che dà lavoro alle detenute. Le donne impegnate nel progetto producono manufatti “diversa(mente) utili”, dalle borse agli accessori originali e colorati.

 

Per accrediti stampa:

vin_a_trani@libero.it

347/6524784

www.facebook.com/vinatrani

 

Che vino bere d’estate?

 

Per chi ama il buon vino questo non può mancare nemmeno nella stagione più calda dell’anno, c’è chi per esempio in estate lo sostituisce con la birra perché sembra essere più dissetante e invece tocca sfatare questo mito. Se si è bravi a scegliere, anche il vino rosso può dissetare e dare un bel sollievo adattandosi a qualsiasi tipo di alimentazione del periodo.
Con l’arrivo dell’estate il nostro stile di vita cambia e con esso anche la nostra alimentazione  e con essa le bevande che amiamo bere. Cosa si preferisce bere in estate? Il vino bianco oppure uno spumante, che sono praticamente un luogo comune perché possono essere serviti con qualsiasi temperatura, caldo o freddo vanno sempre bene, in genere comunque in estate un bel bicchiere di vino bianco freddo è il massimo che si possa desiderare. Se parliamo dello spumante, frizzante, effervescente, è perfetto per l’estate perché abbastanza fresco e dissetante anche per l’aperitivo. A tavola invece è maggiormente consumato il vino spumante che riscuote ogni anno molto successo.
Il vino spumante o i rosati sono indicati per gli amanti del sapore fruttato e allora possiamo consigliare il Lambrusco o il Rabosello dal Veneto che sono i più conosciuti e nominati in tutto il mondo e in alternativa anche un Pignoletto frizzante o un Traminer entrambi gradevoli e molto leggeri adatti anche a chi non ama bere vino. Un altro vino adatto all’estate è il Prosecco, corposo ma non molto, dal sapore fruttato, dolce e delicato al palato, fresco e dissetante. Il Franciacorta per esempio è perfetto per accompagnare moltissimi cibi, un pranzo o una cena rustica, così come una cena delicata a base di pesce, disponibile bianco, rosè e satèn con gusto fruttato e note di fiori bianchi.
Altre scelte, non secondarie ma di pari livello, sono il Grillo Sicilia Igt, con un aroma tropicale con mango e papaia, gelsomino e fiori bianchi, l’idea per una cena estiva a base di pesce, ma anche soft con solo verdure. E’ ottimo anche come aperitivo. Poi si passa al Greco di Tofu, disponibile in due versioni “extrabrut” o “brut” da servire ad almeno 8 gradi, ottimo per i piatti freddi, per i primi o per le ricette di pesce poco elaborate.
Solitamente quando pensiamo ai vini rossi, immaginiamo una tipologia di vino molto pesante, imponente, in realtà bisogna saper scegliere in quanto la struttura del vino dipende tutta dall’uva, c’è per esempio quella a bacca rossa dalla quale nasce un vino leggerissimo, che si può bere in tutte le occasioni e a qualsiasi temperatura, quasi come i bianchi.
Contrariamente a quanto si pensa quindi possiamo affermare che a tavola i rossi non possono mai mancare se si vuole fare un perfetto abbinamento tra un buon bicchiere di vino e un pasto (ad esempio serale). L’unica cosa che è importante ricordare è che bere vino fa sicuramente bene al cuore, ma in quantità moderate perché come qualsiasi bevanda o alimento, se assunto in quantità elevate può recare danni all’organismo, quindi fate molta attenzione.

 

 

I principali eventi legati al vino del Friuli Venezia Giulia.

 

A partire dal 2014 il Friuli ha cominciato a farsi notare per le ottime produzioni vinicole collocate all’interno di un territorio dalla grande varietà paesaggistica ed altrettanto ricco di storia. Ne hanno parlato giornalisti da tutto il mondo soprattutto inglesi ed americani e la celebre istituzione turistica Lonely Planet lo ha messo al 4 posto tra le mete imprescindibili nel corso del 2016. Da nord a sud della regione il vino va parte della cultura e della quotidianità del popolo friulano. In questo articolo vedremo quali sono gli eventi più rinomati ed attesi connessi al febbrile mondo vinicolo friulano.

Per essere equi distanti da tutti da tutti gli appuntamenti di cui vi andremo a parlare di seguito vi consigliamo di pernottare presso un B&B Udine. Un modo per pernottare in piena autonomia, in modo confortevole.

A Cormons la “Fieste da Viarte” vi da la possibilità non solo di assaggiare le migliori produzioni vinicole della piccola località considerata “Città del Vino”, ma vi da modo di accompagnare il vostro calice di vino con stuzzichi e street preparati direttamente dalla gente del posto: affettati, formaggi, insaccati… c’è né per tutti i gusti! La Fieste da viarte si tiene in primavera e gli stand si trovano in particolare presso il monte Quarin.

Sempre in primavera si tiene l’attesissimo evento Cantine Aperte, dove le migliori cantine vinicole del territorio aprono le loro porte ai visitatori dando modo non solo di apprezzare le loro ottime produzioni vinicole ma anche di effettuare lezioni di degustazione e tour guidati delle cantine stesso. Spesso queste cantine sono collocate all’interno di splendidi comprensori posti in prossimità di splendide ville d’epoca o antichi rustici. Insomma un piacere sia per gli occhi che per il palato.

Ma sicuramente per quanto riguarda il territorio di Udine la kermesse più apprezzata è quella di Friuli Doc. Friuli Doc si svolge il secondo week end si settembre dal giovedì alla domenica ed attira visitatori dal vicino Veneto ma anche dalle vicine Austria e Slovenia. Durante i quattro giorni di fiera la città di Udine si riempie di chioschi e stand dove non solo potrete apprezzare ottimi vini locale ma nel quali potrete gustare anche i migliori prodotti e piatti friulani in stand divisi in paese alla località d’origine di quel particolare piatto o materia prima. Oltre che dal cibo e dal vino, Friuli Doc è animato anche da un ricco palinsesto di eventi culturali e musicali, ospiti prestigiosi connessi al mondo della ristorazione e mercatini.

 

Prosecco Magnum

 

Il prosecco è un vino bianco DOC, ottenuto, in maggioranza, da uve glera in purezza o con piccole aggiunte di verdiso, bianchetta trevigiana, perera, chardonnay, pinot bianco, pinot grigio o pinot nero vinificato bianco. La sua produzione avviene in Veneto e in Friuli Venezia Giulia.
La vendita ci è proposta in diversi formati: dalla bottiglia di prosecco mignon, per chi vuole brindare solo, alla bottiglia di prosecco magnum, per festeggiare in compagnia.
La versione magnum è proposta in tre versioni: un litro e mezzo, tre litri e cinque litri.

Negli ultimi anni, il prosecco, grazie alla nuova disciplinare e ad un gran lavoro da parte dei produttori, sta ottenendo un crescente successo che lo sta portando, pian piano, a scalzare il trono al rinomato champagne: infatti è il vino italiano più venduto all’estero e nel 2014 ha superato le vendite del cugino francese!
Come mai? I pareri sono molto discordi: i tradizionalisti non vogliono cedere il passo tenendo fermo l’uso del vino francese e non intendono sentire ragioni; i meno tradizionalisti, e in particolare, più nazionalisti, considerano il prosecco un degno sostituto a cui dare spazio.
In realtà si parla di un vino con delle ottime potenzialità: perlage fine, profumo floreale al naso, secco al sapore, ottimo come aperitivo, da usare a tutto pasto o semplicemente per un brindisi.
Il neo, come in tutte le grandi produzioni, sono i numeri, le quantità. Il mercato offre un’elevata quantità di prosecco (realtà valida per altri vini, non solo italiani) e la paura è quella che a subirne un danno sia la qualità della produzione.
Per non cadere in errori e delusioni è sempre necessario controllare bene l’etichetta che ci rivela tutte le caratteristiche e segreti del vino: Doc, Docg Conegliano-Valdobbiadene e Asolo, IGT Piemontese (introdotto da pochi anni come riconoscimento), la provenienza (la provenienze delle uve è fondamentale per il risultato finale), i gradi (che devono variare fra 10° e 11,5°). Se tutte queste caratteristiche corrispondo, non ci saranno brutte sorprese e si farà una figura veramente ottima.
Ci sono comunque delle aziende vinicole che tengono limitata la produzione e presentano sul mercato un prodotto molto interessante.

Con l’aumento del consumo del vino prosecco è, ovviamente, aumentato anche l’utilizzo dei Magnum, il cui costo varia dai quindici agli ottanta euro a bottiglia. Il costo viene definito dalla qualità del vino (DOC, DOCG, Millesimato, dry, extra brut) e dalle dimensioni del Magnum (1,5-3-5 litri).
Guardando i prezzi, capiamo subito uno dei motivi principali che ha reso i magnum di prosecco più apprezzati dei magnum di champagne, i cui prezzi vanno da un minimo di sessanta euro per raggiungere cifre che superano i mille euro.
Il riconoscimento per questa crescita, va anche all’utilizzo dei magnum di prosecco durante le premiazioni di eventi sportivi, che hanno fatto da trainer per questo formato.
Può essere utilizzato anche come idea per un regalo, adatto in qualsiasi occasione: si trovano anche magnum contenuti in cofanetti di legno.

Questo prodotto ha sicuramente tutte le caratteristiche per continuare il suo cammino: buon rapporto qualità prezzo e versatilità.

 

L’azienda agricola “TOSCANA RESORT CASTELFALFI”

 

Tour delle vigne, degustazione dei vini e ingresso gratuito a Le Piscine: questa è l’estate di
Castelfalfi

Castelfalfi, agosto 2016.  Le colline che accolgono Toscana Resort Castelfalfi sono caratterizzate da un fascino senza tempo  che non smette mai di stupire i visitatori: ogni stagione porta con sé colori e profumi che la rendono unica. Per questo la Tenuta ha pensato a un pacchetto che possa far  conoscere  ai suoi ospiti tutte le sfumature che fanno dell’estate uno dei momenti migliori per scoprire l’incanto delle vigne di Castelfalfi.

Un’occasione speciale che permetterà a ogni ospite di essere accompagnato dall’esperto team di vinicoltori tra i verdeggianti  filari delle vigne e di concludere il tour con uno speciale percorso di degustazione delle cinque preziose etichette della Tenuta: San Piero IGT 2014, Cerchiaia DOCG
2014, Poggionero IGT 2013, Poggio alla Fame IGT 2013 e Poggio i Soli IGT 2015, ognuna delle quali  è  caratterizzata  da  sfumature  e  profumi  che  rendono  ogni  sapore  inconfondibile  e indimenticabile.

Dal rosso al bianco, dal Chianti al Vermentino, Castelfalfi consente di immergersi completamente nella tradizione vitivinicola toscana e imparare i processi della coltivazione  e  della vinificazione.
E, per rinfrescarsi in queste calde giornate estive, il pacchetto permette agli ospiti di accedere gratuitamente a Le Piscine, dove potersi abbandonare al relax.
La Tenuta di Castelfalfi è, da sempre, caratterizzata da una forte vocazione agricola, che riserva attenzione non solo alla produzione di vino, olio e farro, ma anche al ripristino paesaggistico di un patrimonio  unico  per  storia  e  bellezza.  Il  clima  fresco  e  temperato  della  zona  e  il  contesto ambientale ancora oggi incontaminato, hanno permesso di  ottenere  la massima espressione di aromi e sapori in ogni produzione.

Il pacchetto – valido durante il mese di agosto –  comprende:

–  Tour delle vigne
–  Degustazione di cinque etichette
–  Ingresso gratuito a Le Piscine di Castelfalfi nel giorno della degustazione € 40,00 a persona

Per info e prenotazioni contattare il numero 0571 891000.

Contatti Stampa Toscana Resort Castelfalfi:

Ursula Beretta: ursula.beretta@castelfalfi.it | +39 339 8891083
Jaele Ponzi: jaele.ponzi@castelfalfi.it | +39 0571 890166

Per maggiori informazioni, visita www.castelfalfi.com

 

Il vino del Friuli come protagonista di un matrimonio perfetto

Matrimonio e vino

 

Il vino del Friuli può accompagnare gli sposi all’altare in diversi modi. Con un pizzico di fantasia è possibile arricchire e rendere ancora più speciale il giorno delle nozze grazie a un’organizzazione in cui il vino diventa protagonista.

A dirlo è Glauco Comoretto, noto come il miglior fotografo matrimonio per gli sposi che vogliono sposarsi in Friuli. Le sue proposte sono varie e diverse in base ai gusti.

C’è la possibilità di rendere il vino protagonista grazie a un menù in ristorante studiato ad hoc, optare per una festa nuziale all’interno di una delle cantine vinicole del Friuli, scegliere il vino come bomboniera alimentare. Si può allietare il proprio palato con un addio al celibato o al nubilato a tema  ma anche regalarsi una cena con degustazione prima del fatidico si.

Ad esempio, se ancora non hai pensato alla location del tuo matrimonio in Friuli, che ne dici di un’azienda vinicola? Godrai di panorami spettacolari e farai immergere i tuoi ospiti in un’emozione doppia tra paesaggi, sapori e l’alone nell’aria del tuo amore eterno.

In alternativa puoi optare per organizzare un tour nelle cantine vinicole del Friuli insieme a una guida del luogo che ti farà vivere un addio al celibato o un addio al nubilato fuori dai soliti schemi.
L’escursione alla scoperta di vite e vigneti può essere un’idea anche se si organizza un matrimonio in Friuli pur vivendo all’estero: con parenti e amici sarà l’occasione giusta per scoprire la tradizione locale e conoscere nuove realtà culturali.

Per vivere il vino del Friuli non come semplice momento di accompagnamento del matrimonio si può optare anche per una cena con degustazione il giorno prima delle nozze in uno dei ristoranti più conosciuti del luogo o anche in piccole trattorie caratteristiche.

Infine, arrivati al momento del fatidico si, un calice di vino non deve essere vissuto soltanto al momento dell’aperitivo di apertura dei festeggiamenti. Può essere utilizzato per arricchire le pietanze del menù scegliendo il sapore giusto in base alla portata. Brasati, risotti, arrosti ma anche gelatine ricavate dal vino rosso che si sposano benissimo con i formaggi locali. Grazie ai consigli del vostro maitre sarà facile abbinare il vino del Friuli in tavola.

La ciliegina sulla torta per rendere il matrimonio ancora più speciale? Le bomboniere alimentari. Scegli delle bottiglie di vino e rendile personali grazie a delle immagini al posto delle classiche etichette oppure in abbinamento al tema nuziale.

Il successo è assicurato!

Come non sbagliare sul vino per il matrimonio

Brindisi vino

 

Mancano pochi mesi al fatidico “sì” e ancora non hai scelto il vino per il banchetto? É tutto pronto: addobbi, il fotografo matrimonio, le partecipazioni, le bomboniere, ma il vino proprio non siete riusciti a sceglierlo. Niente panico: in realtà selezionare il vino per le nozze è più semplice di quanto si possa pensare.
In Italia, quella vinicola, è una delle produzioni più diffuse e ricche e dunque non avete che l’imbarazzo delle scelta, anche se il rischio è quello di perdersi in un mare di etichette, nomi senza trovare la soluzione a questo “rompicapo”.
Vediamo di seguito qualche consiglio su come non sbagliare a scegliere il vino per il matrimonio.

Come non sbagliare vino per le nozze 
Quando si deve decidere che vino acquistare e servire per il grande giorno ci sono due cose che vanno assolutamente prese in considerazione prima di fare qualsiasi scelta: la stagione e il clima che saranno protagonisti insieme a voi del vostro “sì”.
In base a questi due aspetti si dovrà scegliere uno o un’altra cantina o tipologia di vino. Se, infatti, si sceglie di sposarsi in estate sarà meglio optare per vini più freschi e meno pesanti, mentre se il periodo è quello invernale allora si potranno servire anche vini più corposi e decisi.
La cosa più importate è quella di relazionarsi sempre con chi sarà l’artefice della realizzazione delle portate che saranno servite in modo da scegliere il giusto abbinamento vino – cibo (molto importante quando si sceglie un buon vino da accompagnare al pasto).

Quanto vino devo servire e quando? 
Il vino può essere servito e può accompagnare qualsiasi tipologia di portata andrete a presentare al banchetto del vostro matrimonio: dall’aperitivo al dolce. Esiste infatti una tipologia di vino adatta ad ogni occasione e dunque non sarà difficile poter scovare la bottiglia giusta per ogni mometno del banchetto nuziale.
Per quanto concerne la quantità esiste una formula, inventata nel 1500 da Guglielmo da Ratisbona, che è in grado di calcolare il numero di bottiglie necessarie per dissetare un certo numero di persone. Prendente il numero totale degli invitati che verranno al pranzo o alla cena di nozze, anche quelli astemi, e dividete per 2,15. Il risultato è il numero di bottiglie necessarie.

Come non spendere un capitale per il vino
Il risparmio nel giorno del matrimonio per alcuni è vitale. Si può tagliare sui costi senza rinunciare alla qualità di un buon vino. Come prima cosa potete optare per un vino dalla produzione locale per abbattere i costi di trasporto e spedizione: guardatevi attorno sicuramente nella vostra regione si produce un buon vino come in molte parti d’Italia.
Successivamente per risparmiare sul brindisi finale è possibile, al posto del classico Champagne, servire uno spumante o un Prosecco: sono alternative davvero buone, ma più economiche.