Spagna: vini tipici da scoprire e assaporare

Al giorno d'oggi sono tante le modalità con cui trascorrere piacevoli serate in compagnia di amici o partner. Ci si può ritrovare in qualche abitazione magari con terrazzo panoramico per fare delle cene soprattutto in estate oppure, in inverno, in qualche locale cittadino, dove poter chiacchierare e divertirsi, anche in un ambiente un pò più riservato. Nelle grandi città come nei piccoli centri, molte possono essere le opportunità dove mangiare e divertirsi allo stesso tempo, un tipico esempio è l'Os Club a Roma. Locale moderno in cui passare piacevoli momenti, anche magari davanti ad un buon bicchiere di vino. Diversi sono quelli buoni italiani da assaporare, ma esistono anche alcuni stranieri da scoprire e molto gradevoli da gustare. La Spagna, da questo punto di vista, può vantare un'antica e prestigiosa tradizione. Andiamo a conoscere quindi quali sono i più famosi vini spagnoli, magari da gustare in piacevole compagnia durante una serata.

Proveniente dalla generosa terra di Castiglia e Leon è, ad esempio, il "Ribera del Duero". Un vino molto aromatico e gustoso, dalla gradazione alcolica non molto elevata (circa 11-12°), che possono accompagnare diversi piatti. Dal colore rosso o rosato, ha ottenuto il riconoscimento "Doc" nazionale. Altro rinomato vino, anch'esso con marchio Doc e conosciutissimo in tutto il mondo, è il "Rioja". Questo deriva da diversi vitigni sia dell'omonima provincia che di altre comunità locali limitrofe, tra cui alcune della Navarra e dei Paesi Baschi. Di questo vino esistono varie tipologie e qualità, tuttavia sono prodotti soprattutto i rossi, di cui il più celebre è il "Tempranillo", dalla tonalità rubino e dal sapore corposo ma elegante, da assaporare nella sua versione invecchiata.

Proviene invece dalla zona di Jerez de la Frontera, un vino liquoroso denominato "Jerez" (o anche Sherry o Xérès, in base a come sia conosciuto nelle diverse lingue). Molto rinomato e ad alta gradazione (circa 17°), possiede diverse varietà: Fino, Palo Cortado, Cream, Pedro Ximenes e Oloroso. I colori di questi tendono a variare, dal paglierino fino all'oro scuro, con un sapore corposo ed aromatico. Questo è un tipico vino apprezzatissimo se invecchiato. E' della zona catalana di Tarragona invece il "Priorato", un prodotto Doc di colore scuro granata, dal sapore deciso e aroma davvero intenso. Anche in queso caso, diverse persone preferiscono gustarlo nella sua versione invecchiata.

Ha ottenuto invece la qualifica "Dop" il vino-spumante "Cava", prodotto in diverse regioni e comunità locali spagnole (dalla Catalogna alla Navarra). Creato con un trattamento particolare, molto simile allo Champagne francese, e con l'utilizzo di diverse uve. Dal sapore molto accattivante e piacevole, si presenta con un colore giallo oro. Altro prodotto Dop è "La Mancha", proveniente dalla regione della Castiglia-La Mancia. La produzione vinicola si basa soprattutto su rinomati bianchi, tuttavia mostra eccellenze anche tra rosati e rossi. Con una gradazione alcolica media  (tra i 10° ed i 13°), si presentano con un gusto leggero ed aromatico.

   

Viticoltura biologica e fasi lunari

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Molti produttori di uva da vino seguono oggi la viticoltura biologica che mette in pratica le esperienze naturali  appartenenti alla tradizione popolare affinché gli "antichi saperi" non vadano perduti e per ottenere  prodotti sani e di qualità, il tutto associando a questi ultimi gli ultimi ritrovati della scienza agricola. 

Una credenza, in modo particolare, viene ripresa, quella legata all’attività della luna che, si ritiene, influisca sull’agricoltura. Analogamente  a quanto avviene  in mare, la luna sarebbe all'origine di  fenomeni che, benché poco visibili, risultano essenziali per la flora terrestre.

I contadini hanno sempre tenuto in molta considerazione le fasi lunari nelle diverse pratiche agricole dedicandosi a semina, impianto, cura, raccolta e conservazione dei prodotti secondo le cadenze del calendario lunare ,sebbene la maggior parte degli esperti ritenga più importante, per la buona riuscita delle colture, l’osservanza di alcune regole tecniche e scientifiche ormai collaudate.

Le lunazioni del satellite naturale sono determinate dal suo moto di rotazione e dal concomitante moto di rivoluzione attorno al Pianeta e descrivono il ciclico cambiamento di posizione che viene ad assumere la Luna tra la Terra e il Sole. Il satellite compie il moto di rotazione attorno al proprio asse  in un periodo, chiamato mese siderale, coincidente con il tempo impiegato per portare a termine il moto di rivoluzione, pari a 27 giorni, 7 ore, 43 minuti e 12 secondi.

Le fasi lunari si ripetono nel cosiddetto mese sinodico, di circa 29 giorni, e consistono nelle quattro posizioni fondamentali che prendono il nome di Luna nuovaPrimo QuartoLuna PienaUltimo Quarto. Vi sono poi quattro posizioni intermedie: Luna crescente, Gibbosa crescente, Gibbosa calante e Luna calante. Ciascuna di queste ha la facoltà di condizionare la vita della campagna perché si presume che il movimento lunare nelle piante sia in stretta relazione con la circolazione della linfa. La luna crescente favorisce lo sviluppo e la crescita dei vegetali richiamando in superficie, sul fusto e sulle foglie,  i succhi vitali e rende alcuni periodi dell'anno favorevoli al raccolto. Con la luna calante, invece, la linfa si concentra nelle radici e il sottosuolo, divenendo ricco e fecondo, si prepara per la semina.

Il calendario lunare indica spesso anche i segni zodiacali in transito nel periodo che si desidera prendere in considerazione e, insieme all’agenda delle semine e dei raccolti, viene ad essere uno strumento utile per conoscere con assoluta certezza i tempi idonei ad impiantare un vigneto, a potare le viti, ad irrigare la vigna, a vendemmiare, a pigiare l’uva e a travasare il vino.

Nuovo testo unico per il vino made in Italy

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La notizia tanto attesa è finalmente vicina: la nuova legge in materia di vino sta per avere il sì del Parlamento. Il settore  del resto, è di quelli importanti, perché ogni anno fa girare ben 14 miliardi di euro.

Qual'è la novità di questa nuova legge? Lo scopo è quello di semplificare la burocrazia e  rendere maggiormente e più facilmente fruibile questo settore di mercato così importante per il nostro paese. La legge unisce 90 normative diverse che finora hanno regolano il settore. Lo Non soltanto semplificazione, alla base di questa riforma ma anche spazio ai viticoltori per rilanciare il settore e dare slancio all'economia italiana. La valorizzazione di un prodotto tipico dell'eccellenza italiana e del made in Italy, acquistato non soltanto all'estero ma anche nel nostro stesso paese.

All'interno del testo normativo troviamo infatti anche il tema della protezione e della salvaguardia dei vigneti storici, soprattutto in vista di situazioni come il dissesto idrogeologico che mettono a rischio tutta la produzione.

Il 2016 sembra essere l'annata buona per il vino nel nostro paese, perché abbiamo sorpassato la Francia nel primato mondiale di produzione: circa 49 milioni di ettolitri, staccando Parigi che invece si ferma a  42,9 milioni di ettolitri.

La legge tratta anche il tema dell'enoturismo. L'enoturismo è una nuova branca del turismo davvero poco praticamente in Italia,m benché in realtà la richiesta dall'estero sia veramente grande. Sono moltissimi i turisti stranieri che vengono nel nostro paese per fare un tour delle migliori cantine. Molti, andando per feste o per i locali, uno su tutti la Vigna dei Cardinali Roma, richiedono la lista dei vini per capire quali prelibatezze gustare. A questo proposito, è bene anche accennare che il nuovo testo unico in materia di vini prevede anche di poter apporre l'etichetta Dop e Igp per i vini con le giuste caratteristiche.

Chissà che questa nuova normativa non possa dare un nuovo impulso non soltanto al settore del commercio ma a quello del turismo: ciò che manca alle strutture che si pongono nella branca dell’enoturismo è il network: il panorama infatti è estremamente frammentato, occorre un brand, o una rete in gradi di far collegare le cantine, gli hotel, gli autotrasporti in modo tale da poter sfruttare questo enorme potenziale in maniera migliore e più fluida.

Infine, con la nuova legge si da vita allo schedario viticolo, nel quale occorrerà registrare il proprio vigneto, al fine di creare una sorta di database nazionale rafforzare il settore.

produrre la birra artigianale in casa: il metodo

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Perchè produrre la birra in casa

L' Homebrewing è un termine che tanti di voi avranno sicuramente sentito negli ultimi anni. Letteralmente si rifà al concetto di produzione di birra fai da te. Vuoi per la crescente crisi economica, vuoi per un gusto personale, si sta diffondendo sempre di più il metodo di produzione di birra fatta in casa. Oltre a farvi risparmiare, la produzione di birra casalinga permetterà di farvi controllare gli ingredienti utilizzati in modo da lavorare un prodotto sano e salutare nei limiti che una bevanda consente, con un sapere che varia in base ai lieviti utilizzati. Qui di seguito vi daremo dei suggerimenti per iniziare il percorso di produzione di birra artigianale.

Come fare la birra in casa con il kit birra

Innanzitutto la scelta del kit è fondamentale per capire il tipo di birra che si vuole realizzare. Inizialmente vi consigliamo di acquistare il kit in negozio se siete dei principianti. Il kit è fondamentale per fare la birra in casa, in questo modo infatti è possibile realizzare e produrre birra in casa in maniera semplice ed efficace. Grazie la produzione di birra in casa con il kit è possibile bere birra artigianale ad un prezzo bassissimo in quanto con circa €60 per un kit di produzione semplice si possono ottenere litri e litri di birra ogni volta che si vuole. È sufficiente preparare la birra, metterla nel kit, aspettare, e poi travasarla nelle bottiglie. Sarà poi possibile sberla nel tempo.

Ogni kit avrà degli accessori diversi. Pulire bene e con cura le varie parti del kit prima e dopo l'utilizzo. L'igiene è un fattore fondamentale soprattutto se la birra che producete verrà poi rivenduta in esercizi commerciali. Solitamente la pulizia avviene utilizzando la soda caustica o l'idrossido di sodio, i due migliori elementi. Scegliete con cura il lievito da utilizzare, questo dipenderà dal tipo di gusto che volete dare alla vostra birra. Non troverete i lieviti dovunque in quanto ogni lievito è venduto in specifici birrifici. L'acqua che utilizzerete per la produzione di birra è un fattore fondamentale, forse decisivo come avviene nella produzione del gelato, per questo scegliete bene e con cura tenendo conto delle proprietà presenti nei diversi tipi di acqua. Infine non potrà mancare tra i vostri accessori il densimetro, uno strumento necessario per controllare la densità della birra in fermentazione. Vi consigliamo di acquistare un densimetro a peso costante.

VINNATUR ROMA 2016

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DAL 12 AL 14 NOVEMBRE ARRIVANO A ROMA
78 VIGNAIOLI CHE DICONO “NO ALLA CHIMICA”

I LORO VINI SARANNO IN DEGUSTAZIONE ALL’EX CARTIERA LATINA, NEL PARCO DELL’APPIA ANTICA

Da sabato 12 a lunedì 14 novembre l’Associazione viticoltori naturali VINNATUR
porta a Roma 78 produttori di vino che dicono “NO ALLA CHIMICA” in vigna e in cantina.
Saranno oltre 300 i VINI NATURALI da degustare

SABATO 12, DOMENICA 13 E LUNEDÌ 14 NOVEMBRE si terrà a Roma, presso l’ex Cartiera Latina nel Parco Regionale dell’Appia Antica, il Salone dei vini naturali VINNATUR ROMA 2016.

L’evento, organizzato dall’Associazione Viticoltori Naturali VINNATUR, raccoglierà nella capitale ben 78 produttori di vino naturale provenienti da 13 regioni italiane, da Spagna, Slovenia e da alcune rinomate zone vitivinicole francesi, quali Champagne, Alsazia, Roussillon, Herault e Loira (elenco aggiornato consultabile QUI).

La suggestiva scenografia naturale del Parco dell’Appia Antica sarà il palcoscenico perfetto per accogliere questi vignaioli,donne e uomini,che mettono la natura al centro del loro mondo. Infatti, ciascuno dei produttori presenti ha scelto di coltivare le sue viti e di vinificare il suo vino senza l’aiuto della chimica, dicendo no a pesticidi e diserbanti, con l’obiettivo di produrre vino attraverso un’agricoltura sana e rispettosa dell’ecosistema e dell’uomo.

I visitatori potranno degustare oltre 300 vini provenienti dai territori vitivinicoli di tutta Italia, dai più noti ai meno conosciuti, ottenuti nella maggioranza dei casi da vitigni autoctoni, alcuni dei quali riportati a nuova vita dai coraggiosi vignaioli che hanno creduto nelle peculiarità delle loro terre.

Molto curato sarà anche il lato gastronomico del Salone grazie alla presenza di selezionati artigiani produttori di materie prime da abbinare all’assaggio dei vini.

Angiolino Maule, fondatore e attuale presidente VinNatur, spiega: – Abbiamo scelto di chiudere in bellezza questo 2016 organizzando per la prima volta un salone a Roma. Festeggeremo la fine della vendemmia e la conclusione di un anno molto importante per l’associazione. Sono stati 12 mesi intensi e ricchi di passi avanti verso gli obiettivi a noi più cari: la crescita come viticoltori naturali, grazie ai progetti di ricerca sul tema della fertilità biologica dei nostri terreni e sull’incremento della biodiversità in vigna, e soprattutto la trasparenza verso chi sceglie di bere i nostri vini. Infatti, il “Disciplinare di produzione del vino VinNatur”, approvato dall’assemblea dei soci nel luglio scorso, fissa le regole che ciascuno di noi è tenuto a rispettare in vigna e in cantina per poter appartenere all’associazione. Questo documento, corredato dal piano di controlli che ne garantisce il rispetto, pone le premesse fondamentali per offrire ai nostri clienti la garanzia che nelle nostre

bottiglie troveranno solo vini figli del rispetto del territorio, non dell’uso della chimica”.

Per approfondire questi temi, VinNatur organizza SABATO 12 NOVEMBRE, alle ore 11.00, un convegno/dibattito, alla presenza di esponenti del mondo scientifico e rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dal titolo “Vino naturale: dalle discussioni al disciplinare di produzione”.

 

Date: sabato 12, domenica 13 e lunedì 14 novembre 2016
Luogo: Ex Cartiera Latina, Parco dell’Appia Antica – indirizzo: via Appia Antica 42, Roma centro
Orari: sabato 14 – 19, domenica 11 – 19, lunedì 11 – 16
Quota socio sostenitore dell’associazione: Euro 15,00 con catalogo e calice da degustazione inclusi
Come arrivare/mezzi pubblici: Linee 118 e 218 che transitano su via Appia Antica,
linee 30, 160, 671, 714 che transitano su via Cristoforo Colombo.
Come arrivare/auto e parcheggi: ATTENZIONE, tutti i giorni lungo l’Appia antica, in entrambi i sensi di marcia, vige il divieto di sosta. PARK: solo nei giorni feriali Via Appia Antica 50 (accanto fontanella) max 40 posti. La domenica (Largo Galvaligi e dintorni), Via Cristoforo Colombo (Via C. Magni – Circonvallazione Ardeatina), via Capitan Bavastro, Largo Nerazzini, Piazza Galeria – Via Cilicia.

Info su www.vinnatur.org – FaceBook www.facebook.com/vinnatur/ – Twitter: @VinNatur

 

Fermentazioni: il festival della birra alle Officine Farneto

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Dal 16 al 18 settembre 2016, le Officine Farneto Roma hanno ospitato la manifestazione “Fermentazioni”, una kermesse di tre giorni dedicata ai produttori italiani di birra artigianale. La manifestazione ha trovato nelle Officine Farneto il luogo ideale grazie ai suoi spazi enormi: ben 1100 m2 di stand, ristorazione e musica. Le Officine nascono negli anni ’40 come Magazzini per il Foro Italico. Numerose sono state le modifiche che la struttura ha subito diventando prima una fabbrica di ceramiche e infine, l’attuale Spazio Eventi che ha mantenuto la forma originale della fabbrica, ma valorizzandola e riqualificandola in un locale unico nel suo genere. Le Officine Farneto ospitano, oggi, grandi eventi come sfilate di moda, convention, serate di galà, mostre d’arte, happening, feste private, spettacoli. La posizione favorevole – poco distante dallo Stadio olimpico – e il grande parcheggio sono i punti di forza di questa struttura sui generis.

Il festival della birra alle Officine Farneto

Una delle manifestazioni di maggior successo che si sono svolte alle Officine Farneto è la kermesse di tre giorni “Fermentazioni” dove 30 birrifici italiani hanno avuto lo spazio ideale per esporre e proporre un prodotto che in Italia sta registrando una crescita nei consumi: la birra artigianale.

Anche se l’Italia è il Paese del vino, la birra – soprattutto quella di qualità e dai sapori ricercati – trova un mercato che non è affatto di nicchia, ma espressione di arte, gusto e convivialità. Alla manifestazione hanno partecipato 30 birrai italiani tra giovani pionieri del gusto e artigiani della tradizione. Oltre alla degustazione, sono stati abbinate attività che ruotano intorno al mondo della birra: seminari, gastronomia, corsi di degustazione e presentazione dei macchinari. “Fermentazioni” abbina alla birra anche del buon cibo da strada che ne esalta il sapore: le consumazioni vanno a gettoni: hamburger 200 gr. salsiccia e broccoli (6 gettoni); hot dog, pasta della tradizione, pizza e mortadella (5 gettoni); patatine fritte, fritti vegetali  (3 gettoni). L’ingresso – di 10 € comprensivi di bicchiere – ha dato così l’accesso all’interno della manifestazione dove si è svolta anche una mostra fotografica a tema, un’area allestita per l’intrattenimento dei bambini e musica (che per “Fermentazioni 2016”  è stata curata dalla locale Radio Rock).

Le Officine Farneto sono state, così, il luogo ideale per ospitare questa kermesse anche grazie alla confortevole area lounge per l’accoglienza dei clienti – la Crystal Garden – caratterizzata da una tensostruttura trasparente arredata con comodi divanetti in eco-pelle, tavoli e un bancone, che funge da hall prima dell’ingresso che è a sua volta un locale nel locale, davvero originale e innovativo.

Street Food

Sta ormai spopolando la cultura dello street food di qualità, che coniuga le caratteristiche del cibo da strada con la scelta di ingredienti pregiati e spesso di ricette della tradizione locale. Non è un caso che molti giochino con l’italianizzazione del termine e si legga sempre più spesso l’espressione “strit fud”.

Non si contano i festival, le fiere, le esposizioni e gli eventi dedicati al tema, che spesso ospitano anche i numerosi produttori di birre artigianali, altro prodotto il cui mercato è in crescita negli ultimi tempi.

Partecipare a questi eventi è sempre molto divertente perché è l’occasione perfetta per passare del tempo all’aperto, in mezzo a tante persone e gustando dei piatti prelibati. Si possono incontrare i caratteristici furgoncini attrezzati che si trasformano in cucine: provengono da ogni parte della penisola e portano con sé tradizioni culinarie disparate e inoltre si sono sviluppati dei festival in cui vengono proposte anche delle cucine etniche.

Come funziona lo street food

Spesso all’interno di questi bei furgoncini troviamo dei giovani che, non potendo o non volendo affrontare le spese e le burocrazie legate all’apertura di un vero e proprio ristorante, decidono di attrezzarsi con una cucina ambulante e di diventare itineranti, stazionando in luoghi strategici della propria città (si pensi all’ora di pranzo in zone con molti uffici e aziende) oppure partecipando in giro per l’Italia a eventi sul tema.

Si tratta di un modo agile e dinamico di concepire la ristorazione, che consente di far proseguire le tradizioni gastronomiche locali, di cui il nostro paese è ricco, all’interno di una formula molto moderna, qual è quella del cibo da strada. Spesso, infatti, è molto semplice adattare un piatto tradizionale inserendolo in un panino, per assaporare il gusto tipico del  pranzo della domenica passeggiando per le vie della propria città.  In questo modo, inoltre, si può facilmente portare in giro per il paese e far conoscere la propria tradizione gastronomica.

Del resto, ormai lo street food è diventato una vera tendenza, tanto che spesso all’interno dei mercati rionali ci sono banchi che hanno deciso di adottare questa formula offrendo ai clienti, accanto ai propri prodotti di sempre, anche dei piatti veloci da consumare in loco.

Inoltre, sempre più spesso i locali Roma creano eventi sul tema, magari mettendosi d’accordo fra loro e magari anche con delle birrerie della zona, per organizzare pranzi o cene all’aperto in cui gustare le proprie cucine, rigorosamente senza posate.

Scomesse da bar

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Le scommesse sportive sono diventate un vero e proprio fenomeno sociale. Sono sempre di più coloro i quali mettono alla prova le proprie conoscenze sportive lanciandosi in pronostici che, qualora fossero vincenti, garantirebbero una buona vincita in denaro. Ovviamente è il calcio lo sport su cui si punta la maggior parte del denaro, anche considerando che si tratta dello sport più seguito in tutto il territorio italiano. Sicuramente quando si va a fare la cosiddetta ‘bolletta’ è bene tener conto di alcune indicazioni utili che permetteranno di fare ragionamenti finalizzati alla vincita. Innanzitutto bisogna partire da un presupposto fondamentale, ovvero che non è detto che la formazione favorita in un match o in una competizione debba per forza avere la meglio. Tantissimi sono gli esempi nel corso degli ultimi anni e in qualsiasi sport: non solo nel mondo del calcio si è assistito a risultati clamorosi ed inaspettati. Il tutto potrebbe pagare bene nelle scommesse e soprattutto dovrebbe portare a delle valutazioni attente prima di puntare sul club favorito. Sicuramente bisogna poi ricordare che non tutti i bookmaker offrono le stesse quote, ecco perché prima di puntare su questa o su quella squadra si dovrebbe fare un giro dei vari siti web o dei centri scommesse per capire dove si può ottenere la vincita più alta.

Il mondo delle scommesse sportive è in fortissima ascesa, anche considerando il numero sempre più elevato di persone che decidono di puntare sugli eventi principali. Ovviamente gli scommettitori oltre a lanciarsi nelle partite dei principali sport, decidono anche di provare la fortuna con altro tipo di giochi come, ad esempio il casino online, il bingo ed il poker. Il tutto tenendo ben presente un limite che bisogna porsi e senza finire nell’eccesso che potrebbe determinare conseguenze ben più che spiacevoli. Un’occasione da non perdere per chi vuole tentare una vincita interessante puntando sulle partite dei diversi campionati sportivi presenti a livello internazionale. Un giro di denaro importante che fa delle scommesse sportive un mondo sempre più in ascesa: ciò conferma quello che da tempo molti esperti di economia affermano, ovvero che il calcio è molto più che un semplice sport. Infatti proprio attorno al calcio ruotano una serie di interessi economici di non poco conto. Esempi ce ne sono quasi quotidianamente, basti pensare all’assegnazione dei Mondiali in paesi come il Sudafrica o il Qatar. Ovviamente l’assegnazione dei Mondiali di calcio esula da quello che è un discorso puramente sportivo in quanto diventa un autentico riconoscimento al buon comportamento di paesi in via di crescita.

Dunque il mondo del calcio riesce a muovere denaro che in altri settori non circola neanche: e proprio grazie alle scommesse sportive sono tantissime le persone che ogni weekend decidono di puntare sulle partite principali. Ma non solo, in quanto il giro importante di denaro che si è venuto a creare attorno al pallone è legato anche alla possibilità di scommettere non solo sui massimi campionati di paesi come Italia, Inghilterra o Spagna, ma anche sulle competizioni di paesi asiatici o del Sud America che certamente hanno una scarsa notorietà. Ognuno di questi campionati paga proprio come quelli principali ecco perché sono sempre più numerosi gli scommettitori che vogliono puntare sulla vittoria di alcuni club. Ovviamente si parla di scommesse legali e che vengono giocate da semplici tifosi o appassionati di calcio. Questo è sicuramente il lato genuino del mondo delle scommesse che esula da un mondo completamente diverso che è quello del calcioscomesse, o dei vari scandali che nel corso degli anni hanno riguardato i diversi sport. Non c’è nulla di più bello di godersi la spensieratezza del weekend dedicandosi al mondo del calcio e provando a portare a casa un bel gruzzoletto derivato da una vincita.

 

Vino e bellezza: connubio perfetto

 

È risaputo che bere un bicchiere di vino al giorno, durante i pasti, fa bene non solo alle papille gustative ma anche al corpo grazie alle sue numerose proprietà e benefici.

Negli ultimi anni le migliori aziende produttrici di cosmetici hanno avuto la brillante idea di inserire nei loro prodotti di bellezza le proprietà benefiche del vino, utilizzando gli estratti delle foglie, dei tranci di vite e soprattutto del vino rosso e dello spumante, ricchi di antiossidanti, un vero toccasana per la pelle. Scopriamo insieme al blog makeup Donna e Dintorni i cosmetici a base di vino più in voga e più utilizzati del momento.

Alchimia Natura, la nota casa di cosmetici bio ha creato una linea di prodotti utilizzando estratti di vite e uva nera proveniente dall’Appennino Modenese. Questi ingredienti hanno un effetto di protezione dei vasi della pelle, poiché ricchi di vitamine antiossidanti e di polifenoli. I cosmetici a base di vino di Alchimia Natura, chiamati Bacco di…Vino, possiedono il potente antiossidante Resverartolo che insieme alle proprietà delle vitamine A, C, ed E allievano le infiammazioni della cute e stimolano la produzione di collagene, prezioso per avere una pelle giovane e sana. Questa nuova linea sfrutta anche le proprietà di altri frutti dall’azione antiossidante come i mirtilli, il ribes e il melograno.

La famosa casa cosmetica francese Caudalìe ha deciso, invece di realizzare la linea Vinoperfect, vale a dire prodotti come sieri, creme viso e creme colorate, tutte con protezione dai dannosi raggi UV, che sfruttano le proprietà e i benefici del vino. L’intento di questa innovativa linea di cosmetici è quello di correggere l’incarnato, rendendolo più uniforme e luminoso e di far sparire le antiestetiche macchie dal viso utilizzando come ingrediente la viniferina, sostanza ottenuta dai tralci di vite, da sempre usata dai contadini francesi per uniformare la pelle.

La Wine Beauty ha fatto il suo esordio in Italia nel 2015 durante il Vinitaly di Vicenza e da quel momento le maggiori case cosmetiche hanno deciso di sfruttare i benefici dell’uva, del vino e dei tranci di vite utilizzandoli come ingredienti base dei loro prodotti. Inoltre le aziende produttrici di cosmetici più sensibili al tema dell’ambiente e dell’eco-sostenibilità tendono a usare per i loro cosmetici gli scarti della vite che altrimenti verrebbero gettati.

La Coldiretti insieme ai mercati di Campagna Amica hanno contribuito a diffondere la Wine Beauty nel nostro paese e l’attenzione per le proprierà cosmetiche del vino si stea diffondendo non solo tra i grandi marchi ma anche tra le realità

Si può vendere vino a Dubai?

Dubai torre

 

Vendere vino a Dubai e negli Emirati Arabi Uniti è possibile, a patto di conoscere in modo approfondito il contesto in cui si opera: si parla di un mercato il cui valore si aggira intorno ai 130 milioni di dollari, più o meno suddiviso in 80 milioni di vino in bottiglia e 50 milioni di spumanti. Dopo un 2012 di calma piatta, le cose sono migliorate, e oggi si può parlare di una crescita non rapida ma costante. La Francia è il primo Paese nell’elenco dei fornitori, seguito dall’Australia e dall’Italia. Il prezzo medio al litro dei vini nostrani è di circa 7 dollari, per un valore che rispetto a una decina di anni fa è più che raddoppiato.

Ma a vendere vino a Dubai sono un po’ tutti, dalla Gran Bretagna al Sudafrica, dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda, dal Cile alla Germania, dal Portogallo alla Spagna. Cosa bisogna fare, quindi, per esportare le proprie bottiglie qui? In primo luogo, ci si può impegnare nella vendita a distanza. Se la vendita viene effettuata – come avviene di solito – alla condizione DDP, all’atto dell’introduzione del vino a Dubai l’impresa italiana è tenuta a incaricare uno spedizioniere in loco che avrà il compito di eseguire lo sdoganamento dei beni pagando i diritti doganali, oltre a occuparsi delle diverse formalità burocratiche (tenendo conto che si tratta di una location piuttosto impegnativa da questo punto di vista). Se, invece, la vendita viene effettuata alla condizione DAP o DAT è il consumatore finale a dover gestire lo sdoganamento.

Volendo, gli imprenditori possono anche inviare delle campionature a titolo gratuito per far conoscere il prodotto e migliorare la reputazione dell’etichetta: ai fini Iva sono possibili sia le cessioni di campioni gratuiti di valore ridotto contrassegnati in maniera specifica che le cessioni di campioni gratuiti di altro tipo. Nel primo caso, la cessione gratuita è fuori campo Iva, e per quel che riguarda il rispetto delle norme doganali non bisogna fare altro che stilare una fattura pro forma o una lista valorizzata, specificando in ogni caso il costo delle bottiglie o comunque dei campioni inviati. Per ciò che concerne le accise, invece, devono essere espletate tutte le formalità ordinarie previste per la spedizione dei beni a Dubai.

Chi fosse intenzionato a esportare vino a Dubai, inoltre, deve tenere conto della necessità di tradurre le etichette, i documenti tecnici, i contratti, gli allegati e così via: per questo motivo il consiglio è quello di fare affidamento su un’agenzia di traduzione specializzata, per evitare brutte sorprese e per non imbattersi in imprevisti di vario genere.