Spagna: vini tipici da scoprire e assaporare

Al giorno d'oggi sono tante le modalità con cui trascorrere piacevoli serate in compagnia di amici o partner. Ci si può ritrovare in qualche abitazione magari con terrazzo panoramico per fare delle cene soprattutto in estate oppure, in inverno, in qualche locale cittadino, dove poter chiacchierare e divertirsi, anche in un ambiente un pò più riservato. Nelle grandi città come nei piccoli centri, molte possono essere le opportunità dove mangiare e divertirsi allo stesso tempo, un tipico esempio è l'Os Club a Roma. Locale moderno in cui passare piacevoli momenti, anche magari davanti ad un buon bicchiere di vino. Diversi sono quelli buoni italiani da assaporare, ma esistono anche alcuni stranieri da scoprire e molto gradevoli da gustare. La Spagna, da questo punto di vista, può vantare un'antica e prestigiosa tradizione. Andiamo a conoscere quindi quali sono i più famosi vini spagnoli, magari da gustare in piacevole compagnia durante una serata.

Proveniente dalla generosa terra di Castiglia e Leon è, ad esempio, il "Ribera del Duero". Un vino molto aromatico e gustoso, dalla gradazione alcolica non molto elevata (circa 11-12°), che possono accompagnare diversi piatti. Dal colore rosso o rosato, ha ottenuto il riconoscimento "Doc" nazionale. Altro rinomato vino, anch'esso con marchio Doc e conosciutissimo in tutto il mondo, è il "Rioja". Questo deriva da diversi vitigni sia dell'omonima provincia che di altre comunità locali limitrofe, tra cui alcune della Navarra e dei Paesi Baschi. Di questo vino esistono varie tipologie e qualità, tuttavia sono prodotti soprattutto i rossi, di cui il più celebre è il "Tempranillo", dalla tonalità rubino e dal sapore corposo ma elegante, da assaporare nella sua versione invecchiata.

Proviene invece dalla zona di Jerez de la Frontera, un vino liquoroso denominato "Jerez" (o anche Sherry o Xérès, in base a come sia conosciuto nelle diverse lingue). Molto rinomato e ad alta gradazione (circa 17°), possiede diverse varietà: Fino, Palo Cortado, Cream, Pedro Ximenes e Oloroso. I colori di questi tendono a variare, dal paglierino fino all'oro scuro, con un sapore corposo ed aromatico. Questo è un tipico vino apprezzatissimo se invecchiato. E' della zona catalana di Tarragona invece il "Priorato", un prodotto Doc di colore scuro granata, dal sapore deciso e aroma davvero intenso. Anche in queso caso, diverse persone preferiscono gustarlo nella sua versione invecchiata.

Ha ottenuto invece la qualifica "Dop" il vino-spumante "Cava", prodotto in diverse regioni e comunità locali spagnole (dalla Catalogna alla Navarra). Creato con un trattamento particolare, molto simile allo Champagne francese, e con l'utilizzo di diverse uve. Dal sapore molto accattivante e piacevole, si presenta con un colore giallo oro. Altro prodotto Dop è "La Mancha", proveniente dalla regione della Castiglia-La Mancia. La produzione vinicola si basa soprattutto su rinomati bianchi, tuttavia mostra eccellenze anche tra rosati e rossi. Con una gradazione alcolica media  (tra i 10° ed i 13°), si presentano con un gusto leggero ed aromatico.

   

I migliori distillati italiani

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Cosa c’è di più bello che sorseggiare un ottimo distillato in compagnia dei propri amici? Assolutamente nulla, riunirsi con le persone care è uno dei migliori piaceri della vita, ottimo modo per rilassarsi e divertirsi. Sono diversi i locali in cui è possibile degustare un buon bicchiere, fare due chiacchiere in un ambiente accogliente,vi consigliamo per esempio, in zona Pigneto, il Cohouse a Roma, o il Calice DiVino a Milano in cui è possibile anche assaggiare piatti originali di accompagnamento.

Come scegliere il distillato giusto

Scegliere il distillato che più appaga il proprio gusto non è facile, in commercio è possibile trovarne migliaia, quindi l’unico modo è assaggiarne diversi, ovviamente senza esagerare, per capire quale gusto si apprezza di più. Di seguito sono elencati alcuni tra i migliori distillati italiani, che hanno ricevuto degli importanti riconoscimenti a livello nazionale.

  • Grappa Moscato Fior d’Arancio, prodotta dalla distilleria F.lli Brunello, un’azienda che dal lontano 1980 realizza vini e distillati di prima qualità. Le parole d’ordine di questa famosa azienda  sono il rispetto e l’amore nei confronti del proprio territorio e della natura. Il punto di forza della distilleria è l’amore e la dedizione per il lavoro, all’interno dell’azienda, oltre che una parte della famiglia Brunello, è presente uno staff di esperti che hanno il solo scopo di realizzare prodotti di altissima qualità.

  • Grappa Peroni Amarone, prodotto realizzato dalla distilleria Personi Maddalena, che si trova a Franciacorta. L’azienda è oggi gestita dai figli, che sulle orme dei genitori, continuano a realizzare prodotti ottimi, come grappe, liquori, creme ecc. Ciò che rende unici i prodotti realizzati in questa distilleria è il sistema discontinuo a vapore, una tecnica ormai abbandonata da molti, ma che secondo la famiglia Personi è un modo valido ed efficiente per realizzare prodotti di eccelsa qualità.

  • Liquore di Nocciole, realizzato da Villa Laviosa, un’azienda che si trova nell’Alto Adige e che da anni produce prodotti ottimi, di qualità e dal gusto deciso.

  • Pilzer Acquavite di Albicocche, prodotto dalla distilleria Pilzer, azienda che vanta la presenza di lavoratori di un tempo che mettono tutta la loro passione, esperienza, amore e dedizione nella realizzazione di distillati dal sapore unico e inimitabile. L’azienda fu creata da mamma e papà Pilzer nel lontano 1956, oggi gestita dai figli, è un marchio molto conosciuto e apprezzato in Italia.

  • Uve bianche Gran Riserva, prodotto realizzato dalla distilleria Andrea da Ponte, un’azienda che dal lontano 1983 ha sempre dimostrato una particolare attenzione verso la natura utilizzando fonti di energia rinnovabili. La distilleria Andrea da Ponte è un marchio molto noto che produce vini e distillati di altissima qualità.

Viticoltura biologica e fasi lunari

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Molti produttori di uva da vino seguono oggi la viticoltura biologica che mette in pratica le esperienze naturali  appartenenti alla tradizione popolare affinché gli "antichi saperi" non vadano perduti e per ottenere  prodotti sani e di qualità, il tutto associando a questi ultimi gli ultimi ritrovati della scienza agricola. 

Una credenza, in modo particolare, viene ripresa, quella legata all’attività della luna che, si ritiene, influisca sull’agricoltura. Analogamente  a quanto avviene  in mare, la luna sarebbe all'origine di  fenomeni che, benché poco visibili, risultano essenziali per la flora terrestre.

I contadini hanno sempre tenuto in molta considerazione le fasi lunari nelle diverse pratiche agricole dedicandosi a semina, impianto, cura, raccolta e conservazione dei prodotti secondo le cadenze del calendario lunare ,sebbene la maggior parte degli esperti ritenga più importante, per la buona riuscita delle colture, l’osservanza di alcune regole tecniche e scientifiche ormai collaudate.

Le lunazioni del satellite naturale sono determinate dal suo moto di rotazione e dal concomitante moto di rivoluzione attorno al Pianeta e descrivono il ciclico cambiamento di posizione che viene ad assumere la Luna tra la Terra e il Sole. Il satellite compie il moto di rotazione attorno al proprio asse  in un periodo, chiamato mese siderale, coincidente con il tempo impiegato per portare a termine il moto di rivoluzione, pari a 27 giorni, 7 ore, 43 minuti e 12 secondi.

Le fasi lunari si ripetono nel cosiddetto mese sinodico, di circa 29 giorni, e consistono nelle quattro posizioni fondamentali che prendono il nome di Luna nuovaPrimo QuartoLuna PienaUltimo Quarto. Vi sono poi quattro posizioni intermedie: Luna crescente, Gibbosa crescente, Gibbosa calante e Luna calante. Ciascuna di queste ha la facoltà di condizionare la vita della campagna perché si presume che il movimento lunare nelle piante sia in stretta relazione con la circolazione della linfa. La luna crescente favorisce lo sviluppo e la crescita dei vegetali richiamando in superficie, sul fusto e sulle foglie,  i succhi vitali e rende alcuni periodi dell'anno favorevoli al raccolto. Con la luna calante, invece, la linfa si concentra nelle radici e il sottosuolo, divenendo ricco e fecondo, si prepara per la semina.

Il calendario lunare indica spesso anche i segni zodiacali in transito nel periodo che si desidera prendere in considerazione e, insieme all’agenda delle semine e dei raccolti, viene ad essere uno strumento utile per conoscere con assoluta certezza i tempi idonei ad impiantare un vigneto, a potare le viti, ad irrigare la vigna, a vendemmiare, a pigiare l’uva e a travasare il vino.

Scopriamo qualcosa su i cocktail

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Il cocktail è una tipologia di drink che non passa mai di moda e ogni locali come l’Art Cafe Roma deve avere dei baristi che siano in grado di preparare quelli che sono i cocktail più famosi al mondo, magari intrattenendo il cliente anche con delle acrobazie.

Top cocktail: i migliori del mondo

Ci sono tantissimi cocktail al mondo e soprattutto diverse varianti, che cambiano di paese in paese e che rendono questi cocktail un’esperienza di gusto unica, ma ce se ne sono alcuni che sono leggendari e considerati i più importanti al mondo.

Cosmopolitan

Questo drink è tipicamente americano e rappresenta il fatto di essere  cittadini del mondo e si caratterizza anche  per il tipo di bicchiere in cui viene versato, una coppetta oblungata da cocktail con la classica fetta di lime.

Gli ingredienti di questo cocktail sono:

  • 5 parti di vodka

  • 3 parti di cointreau

  • 2 parti di succo di lime

  • 3 parti di succo di ribes

  • Ghiaccio

Per preparare il cosmopolitan viene prese lo shaker e dopo aver versato gli ingredienti  nell’ordine: ghiaccio, vodka, cointreau, succo di ribes e succo di lime va shakerato fortemente e versato nel bicchiere.

Apple Martini

Uno dei cocktail più famosi del mondo, chiamato anche Melatini,  è uno dei tanti drink che vengono preparati con una base di Martini in cui risalta fortemente l’odore di mela ed è considerato uno degli aperitivi più bevuti al mondo.

La preparazione di questo cocktail è molto particolare infatti,  le coppette dove versare il contenuto vengono messe in freezer e poi scolate con l’acqua e poi si versa la vodka , il liquore alla mela e il cointreau e dopo aver mescolato viene usato il filtro dello strainer e infine si decora il tutto con una fettina di mela.

Cuba Libre

Tra i cocktail più bevuti nel nostro paese troviamo sicuramente il Cuba Libre, dedicato all’isola di Cuba dove è stato creato, secondo voci per festeggiare la liberazione dall’influenza spagnola avvenuta grazie agli Stati Uniti e così sono state unite due  bevande come rum e coca-cola che rappresentavano i due paesi.

Gli ingredienti all’interno del Cuba Libre sono:

  • 4/10 di rum bianco

  • 6/10 di coca cola

  • 1 fetta di limone

  • Ghiaccio

  • La prima cosa da fare quando si prepara un Cuba Libre è quella di mettere il  ghiaccio e poi versare il rum e la cola e mescolare e infine guarnire con una fetta di limone.

Mojito

Un altro drink che nasce sulle spiagge cubane è il Mojito, la bevanda più apprezzata dai giovani che si ritrovano in discoteca.

Il nome del cocktail deriva dal “mojo” un condimento cubano che viene usato per la marinatura e per preparare un ottimo mojito bisogna: versare lo zucchero di canna, la menta e il succo di lime e mescolare  e dopo si aggiunge il  ghiaccio e si comincia a pestare per far uscire l’aroma di menta e si versa il rum e si guarnisce il bicchiere con foglioline di menta.

 

 

Nuovo testo unico per il vino made in Italy

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La notizia tanto attesa è finalmente vicina: la nuova legge in materia di vino sta per avere il sì del Parlamento. Il settore  del resto, è di quelli importanti, perché ogni anno fa girare ben 14 miliardi di euro.

Qual'è la novità di questa nuova legge? Lo scopo è quello di semplificare la burocrazia e  rendere maggiormente e più facilmente fruibile questo settore di mercato così importante per il nostro paese. La legge unisce 90 normative diverse che finora hanno regolano il settore. Lo Non soltanto semplificazione, alla base di questa riforma ma anche spazio ai viticoltori per rilanciare il settore e dare slancio all'economia italiana. La valorizzazione di un prodotto tipico dell'eccellenza italiana e del made in Italy, acquistato non soltanto all'estero ma anche nel nostro stesso paese.

All'interno del testo normativo troviamo infatti anche il tema della protezione e della salvaguardia dei vigneti storici, soprattutto in vista di situazioni come il dissesto idrogeologico che mettono a rischio tutta la produzione.

Il 2016 sembra essere l'annata buona per il vino nel nostro paese, perché abbiamo sorpassato la Francia nel primato mondiale di produzione: circa 49 milioni di ettolitri, staccando Parigi che invece si ferma a  42,9 milioni di ettolitri.

La legge tratta anche il tema dell'enoturismo. L'enoturismo è una nuova branca del turismo davvero poco praticamente in Italia,m benché in realtà la richiesta dall'estero sia veramente grande. Sono moltissimi i turisti stranieri che vengono nel nostro paese per fare un tour delle migliori cantine. Molti, andando per feste o per i locali, uno su tutti la Vigna dei Cardinali Roma, richiedono la lista dei vini per capire quali prelibatezze gustare. A questo proposito, è bene anche accennare che il nuovo testo unico in materia di vini prevede anche di poter apporre l'etichetta Dop e Igp per i vini con le giuste caratteristiche.

Chissà che questa nuova normativa non possa dare un nuovo impulso non soltanto al settore del commercio ma a quello del turismo: ciò che manca alle strutture che si pongono nella branca dell’enoturismo è il network: il panorama infatti è estremamente frammentato, occorre un brand, o una rete in gradi di far collegare le cantine, gli hotel, gli autotrasporti in modo tale da poter sfruttare questo enorme potenziale in maniera migliore e più fluida.

Infine, con la nuova legge si da vita allo schedario viticolo, nel quale occorrerà registrare il proprio vigneto, al fine di creare una sorta di database nazionale rafforzare il settore.

produrre la birra artigianale in casa: il metodo

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Perchè produrre la birra in casa

L' Homebrewing è un termine che tanti di voi avranno sicuramente sentito negli ultimi anni. Letteralmente si rifà al concetto di produzione di birra fai da te. Vuoi per la crescente crisi economica, vuoi per un gusto personale, si sta diffondendo sempre di più il metodo di produzione di birra fatta in casa. Oltre a farvi risparmiare, la produzione di birra casalinga permetterà di farvi controllare gli ingredienti utilizzati in modo da lavorare un prodotto sano e salutare nei limiti che una bevanda consente, con un sapere che varia in base ai lieviti utilizzati. Qui di seguito vi daremo dei suggerimenti per iniziare il percorso di produzione di birra artigianale.

Come fare la birra in casa con il kit birra

Innanzitutto la scelta del kit è fondamentale per capire il tipo di birra che si vuole realizzare. Inizialmente vi consigliamo di acquistare il kit in negozio se siete dei principianti. Il kit è fondamentale per fare la birra in casa, in questo modo infatti è possibile realizzare e produrre birra in casa in maniera semplice ed efficace. Grazie la produzione di birra in casa con il kit è possibile bere birra artigianale ad un prezzo bassissimo in quanto con circa €60 per un kit di produzione semplice si possono ottenere litri e litri di birra ogni volta che si vuole. È sufficiente preparare la birra, metterla nel kit, aspettare, e poi travasarla nelle bottiglie. Sarà poi possibile sberla nel tempo.

Ogni kit avrà degli accessori diversi. Pulire bene e con cura le varie parti del kit prima e dopo l'utilizzo. L'igiene è un fattore fondamentale soprattutto se la birra che producete verrà poi rivenduta in esercizi commerciali. Solitamente la pulizia avviene utilizzando la soda caustica o l'idrossido di sodio, i due migliori elementi. Scegliete con cura il lievito da utilizzare, questo dipenderà dal tipo di gusto che volete dare alla vostra birra. Non troverete i lieviti dovunque in quanto ogni lievito è venduto in specifici birrifici. L'acqua che utilizzerete per la produzione di birra è un fattore fondamentale, forse decisivo come avviene nella produzione del gelato, per questo scegliete bene e con cura tenendo conto delle proprietà presenti nei diversi tipi di acqua. Infine non potrà mancare tra i vostri accessori il densimetro, uno strumento necessario per controllare la densità della birra in fermentazione. Vi consigliamo di acquistare un densimetro a peso costante.

VINNATUR ROMA 2016

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DAL 12 AL 14 NOVEMBRE ARRIVANO A ROMA
78 VIGNAIOLI CHE DICONO “NO ALLA CHIMICA”

I LORO VINI SARANNO IN DEGUSTAZIONE ALL’EX CARTIERA LATINA, NEL PARCO DELL’APPIA ANTICA

Da sabato 12 a lunedì 14 novembre l’Associazione viticoltori naturali VINNATUR
porta a Roma 78 produttori di vino che dicono “NO ALLA CHIMICA” in vigna e in cantina.
Saranno oltre 300 i VINI NATURALI da degustare

SABATO 12, DOMENICA 13 E LUNEDÌ 14 NOVEMBRE si terrà a Roma, presso l’ex Cartiera Latina nel Parco Regionale dell’Appia Antica, il Salone dei vini naturali VINNATUR ROMA 2016.

L’evento, organizzato dall’Associazione Viticoltori Naturali VINNATUR, raccoglierà nella capitale ben 78 produttori di vino naturale provenienti da 13 regioni italiane, da Spagna, Slovenia e da alcune rinomate zone vitivinicole francesi, quali Champagne, Alsazia, Roussillon, Herault e Loira (elenco aggiornato consultabile QUI).

La suggestiva scenografia naturale del Parco dell’Appia Antica sarà il palcoscenico perfetto per accogliere questi vignaioli,donne e uomini,che mettono la natura al centro del loro mondo. Infatti, ciascuno dei produttori presenti ha scelto di coltivare le sue viti e di vinificare il suo vino senza l’aiuto della chimica, dicendo no a pesticidi e diserbanti, con l’obiettivo di produrre vino attraverso un’agricoltura sana e rispettosa dell’ecosistema e dell’uomo.

I visitatori potranno degustare oltre 300 vini provenienti dai territori vitivinicoli di tutta Italia, dai più noti ai meno conosciuti, ottenuti nella maggioranza dei casi da vitigni autoctoni, alcuni dei quali riportati a nuova vita dai coraggiosi vignaioli che hanno creduto nelle peculiarità delle loro terre.

Molto curato sarà anche il lato gastronomico del Salone grazie alla presenza di selezionati artigiani produttori di materie prime da abbinare all’assaggio dei vini.

Angiolino Maule, fondatore e attuale presidente VinNatur, spiega: – Abbiamo scelto di chiudere in bellezza questo 2016 organizzando per la prima volta un salone a Roma. Festeggeremo la fine della vendemmia e la conclusione di un anno molto importante per l’associazione. Sono stati 12 mesi intensi e ricchi di passi avanti verso gli obiettivi a noi più cari: la crescita come viticoltori naturali, grazie ai progetti di ricerca sul tema della fertilità biologica dei nostri terreni e sull’incremento della biodiversità in vigna, e soprattutto la trasparenza verso chi sceglie di bere i nostri vini. Infatti, il “Disciplinare di produzione del vino VinNatur”, approvato dall’assemblea dei soci nel luglio scorso, fissa le regole che ciascuno di noi è tenuto a rispettare in vigna e in cantina per poter appartenere all’associazione. Questo documento, corredato dal piano di controlli che ne garantisce il rispetto, pone le premesse fondamentali per offrire ai nostri clienti la garanzia che nelle nostre

bottiglie troveranno solo vini figli del rispetto del territorio, non dell’uso della chimica”.

Per approfondire questi temi, VinNatur organizza SABATO 12 NOVEMBRE, alle ore 11.00, un convegno/dibattito, alla presenza di esponenti del mondo scientifico e rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dal titolo “Vino naturale: dalle discussioni al disciplinare di produzione”.

 

Date: sabato 12, domenica 13 e lunedì 14 novembre 2016
Luogo: Ex Cartiera Latina, Parco dell’Appia Antica – indirizzo: via Appia Antica 42, Roma centro
Orari: sabato 14 – 19, domenica 11 – 19, lunedì 11 – 16
Quota socio sostenitore dell’associazione: Euro 15,00 con catalogo e calice da degustazione inclusi
Come arrivare/mezzi pubblici: Linee 118 e 218 che transitano su via Appia Antica,
linee 30, 160, 671, 714 che transitano su via Cristoforo Colombo.
Come arrivare/auto e parcheggi: ATTENZIONE, tutti i giorni lungo l’Appia antica, in entrambi i sensi di marcia, vige il divieto di sosta. PARK: solo nei giorni feriali Via Appia Antica 50 (accanto fontanella) max 40 posti. La domenica (Largo Galvaligi e dintorni), Via Cristoforo Colombo (Via C. Magni – Circonvallazione Ardeatina), via Capitan Bavastro, Largo Nerazzini, Piazza Galeria – Via Cilicia.

Info su www.vinnatur.org – FaceBook www.facebook.com/vinnatur/ – Twitter: @VinNatur

 

Fermentazioni: il festival della birra alle Officine Farneto

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Dal 16 al 18 settembre 2016, le Officine Farneto Roma hanno ospitato la manifestazione “Fermentazioni”, una kermesse di tre giorni dedicata ai produttori italiani di birra artigianale. La manifestazione ha trovato nelle Officine Farneto il luogo ideale grazie ai suoi spazi enormi: ben 1100 m2 di stand, ristorazione e musica. Le Officine nascono negli anni ’40 come Magazzini per il Foro Italico. Numerose sono state le modifiche che la struttura ha subito diventando prima una fabbrica di ceramiche e infine, l’attuale Spazio Eventi che ha mantenuto la forma originale della fabbrica, ma valorizzandola e riqualificandola in un locale unico nel suo genere. Le Officine Farneto ospitano, oggi, grandi eventi come sfilate di moda, convention, serate di galà, mostre d’arte, happening, feste private, spettacoli. La posizione favorevole – poco distante dallo Stadio olimpico – e il grande parcheggio sono i punti di forza di questa struttura sui generis.

Il festival della birra alle Officine Farneto

Una delle manifestazioni di maggior successo che si sono svolte alle Officine Farneto è la kermesse di tre giorni “Fermentazioni” dove 30 birrifici italiani hanno avuto lo spazio ideale per esporre e proporre un prodotto che in Italia sta registrando una crescita nei consumi: la birra artigianale.

Anche se l’Italia è il Paese del vino, la birra – soprattutto quella di qualità e dai sapori ricercati – trova un mercato che non è affatto di nicchia, ma espressione di arte, gusto e convivialità. Alla manifestazione hanno partecipato 30 birrai italiani tra giovani pionieri del gusto e artigiani della tradizione. Oltre alla degustazione, sono stati abbinate attività che ruotano intorno al mondo della birra: seminari, gastronomia, corsi di degustazione e presentazione dei macchinari. “Fermentazioni” abbina alla birra anche del buon cibo da strada che ne esalta il sapore: le consumazioni vanno a gettoni: hamburger 200 gr. salsiccia e broccoli (6 gettoni); hot dog, pasta della tradizione, pizza e mortadella (5 gettoni); patatine fritte, fritti vegetali  (3 gettoni). L’ingresso – di 10 € comprensivi di bicchiere – ha dato così l’accesso all’interno della manifestazione dove si è svolta anche una mostra fotografica a tema, un’area allestita per l’intrattenimento dei bambini e musica (che per “Fermentazioni 2016”  è stata curata dalla locale Radio Rock).

Le Officine Farneto sono state, così, il luogo ideale per ospitare questa kermesse anche grazie alla confortevole area lounge per l’accoglienza dei clienti – la Crystal Garden – caratterizzata da una tensostruttura trasparente arredata con comodi divanetti in eco-pelle, tavoli e un bancone, che funge da hall prima dell’ingresso che è a sua volta un locale nel locale, davvero originale e innovativo.

IL GOURMETTINO A FIRENZE

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IL GOURMETTINO A FIRENZE

“Cento metri a perpendicolo sul mare”

dal meraviglioso mare della Puglia all’Arte di Firenze….

nasce l’osteria contemporanea

“Il Gourmettino”

 

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Fuori tanta gente che passa, curiosa, mille botteghe, quasi una musica di sottofondo, siamo nel centro storico fiorentino, ma entrando lasci tutto, i rumori della strada si affievoliscono….. noti subito un giardino d’inverno pieno di colori e profumi, un maestoso arancio nel centro di una corte, insolita e preziosa nel pieno centro della città, un angolo di Puglia, incastonato nel pieno centro, una sorta di insolita gemma, dove Domenico Cilenti, lo chef venuto dalla Puglia….dal suo locale Porta di Basso a Peschici …..a cento metri a perpendicolo sul mare…. ha fissato la sua base fiorentina, un locale pieno di luce e di allegria, dove ti accolgono tanti ragazzi, belli e sorridenti, davanti alla cucina a vista, una scatola di cristallo dove nascono mille sapori, i colori di un muro fatto di mattonelle pugliesi, qui Domenico racconta la sua storia.

 

piatto

Il locale, magnifico nella sua rigorosa semplicità, unisce tutti gli elementi caratteristici della Puglia, il bancone all’ingresso ornato da una lastra di mattonelle di mille colori, parla della sua gente gentile, ma anche dei sapori e profumi antichi della sua terra, con la cucina, il vino, l’accoglienza discreta,
il locale è strutturato nei locali di una antica bottega fiorentina, per cui offre un ambiente raffinato, caldo, in un impatto di materiali fatti da pietra a vista, il color tortora mixato al grigio tenue, le volte a crociera, calde luci soffuse, tavoli di legno biondo con le gambe ottocentesche di ferro nero, una lunga panca in muratura piena di cuscini dai colori soft, una parete dove la sagoma del Duomo di Firenze è sottolineata da luci dando un tocco divertente alle rigorose volte a crociera, un sottofondo sound appena percepito…..e poi la gemma di verde che attira la vista, un arancio orgoglioso, piante, fiori, allegria. Ottimo e professionale il servizio, tutti pugliesi, giovanissimi e professionali, ed un’eccellente carta dei vini, calore dell’accoglienza in una location di grande raffinatezza.

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E poi il “primo attore” Domenico Cilenti, la sua cucina parla della sua terra “a perpendicolo sul mare”, dove l’intensità e la varietà della tradizione del sud incontra la creatività con straordinarie materie prime del territorio, di terra e di mare, lo stile dell’osteria mixato alla contemporaneità, con piatti che richiamano alla mente sapori familiari, ancestrali, la burrata, il pallone di Gravina e il canestrato pugliese, la paparina con le olive , i lampascioni, la scapace, la giuncata, la stracciatella, e poi l’olio salentino……..una cucina basata nell’estro di questo giovane chef, già famoso, che merita grande attenzione, che scava nella memoria collettiva e ne tira fuori rivisitazioni ragionate, mai estreme, dove il richiamo alla tradizione casalinga si fa meno presente per lasciare spazio alla sua creatività esplosiva, il suo sapere modulare l’arte sul filo sottile tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra la voglia di andare a ritrovare antichi sapori e il modo di prepararli con la cura di non snaturarli nel riproporli. La sua è una rivisitazione da grande chef, gentile, ragionata, creativa ma mai troppo estrema….oggi, con Domenico Cilenti, nasce un locale a perpendicolo su Firenze.

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Il Gourmettino

via Palmieri 31R

50122, Firenze – Italy

T. +39 055 2001237

firenze@ilgourmettino.com

GIARDINO Interno

 

BACCALÀ CON CICORIELLA, PUREA DI ZUCCHINE E LIMONE CANDITO

ricetta d’autore di Domenico Cilenti

a firenze l’Osteria contemporanea

“Il Gourmettino”

per 4 persone

Filetto di baccalà 400 g – Cicoria campestre 250 g – Zucchine 100 g – Latte (o latte di riso) 1 l – Limone candito- Aglio 2 spicchi – Zest di limone 30 g – Zucchero 200 g – Aceto 25 ml – Olio extravergine d’oliva q.b. – Sale, pepe, peperoncino q.b.

PREPARAZIONE

Baccalà mantecato

Ingredienti:

  • Filetto baccalà già dissalato
  • Latte
  • Olio e sale q.b.

Mettere in acqua fredda il filetto di baccalà per 5 ore fino ad ottenere una salatura media. Bollire il filetto nel latte; frullare a caldo il filetto emulsionando la crema con olio a filo e latte di cottura, fino ad ottenere la textura ottimale per la realizzazione di una quenelle. Regolare di sale se necessario.

Purea zucchine

Ingredienti:

  • Zucchine
  • Olio, sale e pepe q.b

Sbianchire le bucce delle zucchine pelate in acqua bollente salata e bloccare la cottura in acqua e ghiaccio; frullare emulsionando con olio fino ad ottenere una purea liscia, se necessario passare al colino; regolare di sale e pepe.

Cicoriella

Ingredienti:

  • Cicoria campestre
  • 2 spicchi d’Aglio
  • Olio, sale e peperoncino q.b

Sbianchire le cicorie in acqua bollente salata e bloccare la cottura in acqua e ghiaccio; saltare in padella con olio, aglio e peperoncino.

Limone candito

Ingredienti:

  • Zest di limone
  • Zucchero
  • Acqua
  • Aceto

Preparare uno sciroppo con acqua, zucchero e aceto; sbollentare per 10 minuti lo zest nello sciroppo e ripetere l’operazione per almeno 3 volte fino ad ottenere un sapore candito, senza avvertire al gusto la componente amara della buccia di limone.

Tempo di preparazione: 60 minuti

Abbinamento vino

NERO DI TROIA IGP PUGLIA di Cantine Le Grotte – Questo Nero Di Troia IGP di Cantine Le Grotte è un vino dal colore rosso intenso con lievi riflessi violacei che si presenta subito al naso con un bouquet speziato con sentori di mora. Al palato è morbido, persistente con tannini eleganti: insomma, una vera coccola solo per veri intenditori.

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Breakfast + Lunch = Brunch

 

Cosa vorrebbe esattamente rappresentare la parola Brunch?

Innanzitutto, cominciamo con il dire che la parola “brunch” è una sintesi tra “breakfast” e “lunch”, rispettivamente, colazione e pranzo nella lingua inglese. Quindi, a rigor di logica, il brunch vorrebbe essere un unico pasto che andrebbe a comprendere tanto la colazione, quanto il pranzo. È sicuramente il pasto ideale da consumare quando è ormai troppo tardi per la classica colazione, ma è ancora troppo presto per tutte le portate del pranzo. È, in altre parole, la situazione perfetta per la domenica, per esempio, quando abbiamo la possibilità di alzarci tardi, troppo tardi per la colazione, e non abbiamo voglia di consumare un classico pranzo, che va dal primo al dolce, passando per il secondo, il contorno e la frutta.

Per alcuni il brunch è il momento preferito della giornata, per altri un modo per passare del tempo con gli amici, magari dopo aver studiato o lavorato e per altri è semplicemente un modo per ritagliarsi un po’ di tempo in modo rilassante.
È già da qualche anno che il tradizionale brunch inglese è diventato per molti una piacevole abitudine anche qui in Italia, anzi possiamo dire che sia una vera e propria moda che sta prendendo sempre più piede, soprattutto per i festaioli del sabato sera che hanno trovato il giusto compromesso per non rinunciare alla colazione e per non morire di fame prima che arrivi l’ora del pranzo. Ormai molti locali offrono il Brunch che è l’equivalente dell’apericena serale.
Detto questo, il brunch si svolge nei giorni festivi e deve iniziare tra le 11.30 e 12.00, dopo le 13.00 diventa un pranzo. Essendo un pasto che racchiude colazione e pranzo, deve necessariamente offrire tanto il cibo tipico dell’una, quanto quello dell’altro della colazione, con equilibrio e fantasia, evitando i cibi pesanti. Non è un pasto che si consuma serviti, ma deve essere rigorosamente a buffet, con portate di dolce e di salato in egual misura. Quindi torte rustiche, sfiziosi paninetti, insalatone ricche, anche una lasagnetta, preferibilmente bianca, perché no e, ovviamente, torte e crostate fatte in casa, pane tostato, marmellate varie, qualche portata più esotica, tipo hummus, e il brunch ideale è servito.
Quella del brunch potrebbe essere una valida alternativa anche al pranzo domenicale in casa in compagnia di amici e familiari. Basterà invitarli per tempo e offrirgli una giornata all’insegna del relax e del buon cibo, così avrete la possibilità di chiacchierare liberamente senza essere costretti ad alzarvi in continuazione per servire calde le portate del pranzo. Il buffet infatti rende liberi chi organizza il brunch di godersi a pieno la giornata, ma anche gli invitati di mangiare quello che vogliono e quanto ne vogliono. L’unica accortezza, trattandosi di un buffet da consumare dove ci si sente più comodi e quindi non necessariamente seduti intorno ad un tavolo, è quella di preparare cibi che possano essere facilmente consumati anche senza l’uso di un coltello e l’ausilio di un piano di appoggio solido. In questo modo non sarete neanche costretti a limitare gli inviti per problemi di spazio.