VINNATUR ROMA 2016

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DAL 12 AL 14 NOVEMBRE ARRIVANO A ROMA
78 VIGNAIOLI CHE DICONO “NO ALLA CHIMICA”

I LORO VINI SARANNO IN DEGUSTAZIONE ALL’EX CARTIERA LATINA, NEL PARCO DELL’APPIA ANTICA

Da sabato 12 a lunedì 14 novembre l’Associazione viticoltori naturali VINNATUR
porta a Roma 78 produttori di vino che dicono “NO ALLA CHIMICA” in vigna e in cantina.
Saranno oltre 300 i VINI NATURALI da degustare

SABATO 12, DOMENICA 13 E LUNEDÌ 14 NOVEMBRE si terrà a Roma, presso l’ex Cartiera Latina nel Parco Regionale dell’Appia Antica, il Salone dei vini naturali VINNATUR ROMA 2016.

L’evento, organizzato dall’Associazione Viticoltori Naturali VINNATUR, raccoglierà nella capitale ben 78 produttori di vino naturale provenienti da 13 regioni italiane, da Spagna, Slovenia e da alcune rinomate zone vitivinicole francesi, quali Champagne, Alsazia, Roussillon, Herault e Loira (elenco aggiornato consultabile QUI).

La suggestiva scenografia naturale del Parco dell’Appia Antica sarà il palcoscenico perfetto per accogliere questi vignaioli,donne e uomini,che mettono la natura al centro del loro mondo. Infatti, ciascuno dei produttori presenti ha scelto di coltivare le sue viti e di vinificare il suo vino senza l’aiuto della chimica, dicendo no a pesticidi e diserbanti, con l’obiettivo di produrre vino attraverso un’agricoltura sana e rispettosa dell’ecosistema e dell’uomo.

I visitatori potranno degustare oltre 300 vini provenienti dai territori vitivinicoli di tutta Italia, dai più noti ai meno conosciuti, ottenuti nella maggioranza dei casi da vitigni autoctoni, alcuni dei quali riportati a nuova vita dai coraggiosi vignaioli che hanno creduto nelle peculiarità delle loro terre.

Molto curato sarà anche il lato gastronomico del Salone grazie alla presenza di selezionati artigiani produttori di materie prime da abbinare all’assaggio dei vini.

Angiolino Maule, fondatore e attuale presidente VinNatur, spiega: – Abbiamo scelto di chiudere in bellezza questo 2016 organizzando per la prima volta un salone a Roma. Festeggeremo la fine della vendemmia e la conclusione di un anno molto importante per l’associazione. Sono stati 12 mesi intensi e ricchi di passi avanti verso gli obiettivi a noi più cari: la crescita come viticoltori naturali, grazie ai progetti di ricerca sul tema della fertilità biologica dei nostri terreni e sull’incremento della biodiversità in vigna, e soprattutto la trasparenza verso chi sceglie di bere i nostri vini. Infatti, il “Disciplinare di produzione del vino VinNatur”, approvato dall’assemblea dei soci nel luglio scorso, fissa le regole che ciascuno di noi è tenuto a rispettare in vigna e in cantina per poter appartenere all’associazione. Questo documento, corredato dal piano di controlli che ne garantisce il rispetto, pone le premesse fondamentali per offrire ai nostri clienti la garanzia che nelle nostre

bottiglie troveranno solo vini figli del rispetto del territorio, non dell’uso della chimica”.

Per approfondire questi temi, VinNatur organizza SABATO 12 NOVEMBRE, alle ore 11.00, un convegno/dibattito, alla presenza di esponenti del mondo scientifico e rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dal titolo “Vino naturale: dalle discussioni al disciplinare di produzione”.

 

Date: sabato 12, domenica 13 e lunedì 14 novembre 2016
Luogo: Ex Cartiera Latina, Parco dell’Appia Antica – indirizzo: via Appia Antica 42, Roma centro
Orari: sabato 14 – 19, domenica 11 – 19, lunedì 11 – 16
Quota socio sostenitore dell’associazione: Euro 15,00 con catalogo e calice da degustazione inclusi
Come arrivare/mezzi pubblici: Linee 118 e 218 che transitano su via Appia Antica,
linee 30, 160, 671, 714 che transitano su via Cristoforo Colombo.
Come arrivare/auto e parcheggi: ATTENZIONE, tutti i giorni lungo l’Appia antica, in entrambi i sensi di marcia, vige il divieto di sosta. PARK: solo nei giorni feriali Via Appia Antica 50 (accanto fontanella) max 40 posti. La domenica (Largo Galvaligi e dintorni), Via Cristoforo Colombo (Via C. Magni – Circonvallazione Ardeatina), via Capitan Bavastro, Largo Nerazzini, Piazza Galeria – Via Cilicia.

Info su www.vinnatur.org – FaceBook www.facebook.com/vinnatur/ – Twitter: @VinNatur

 

Fermentazioni: il festival della birra alle Officine Farneto

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Dal 16 al 18 settembre 2016, le Officine Farneto Roma hanno ospitato la manifestazione “Fermentazioni”, una kermesse di tre giorni dedicata ai produttori italiani di birra artigianale. La manifestazione ha trovato nelle Officine Farneto il luogo ideale grazie ai suoi spazi enormi: ben 1100 m2 di stand, ristorazione e musica. Le Officine nascono negli anni ’40 come Magazzini per il Foro Italico. Numerose sono state le modifiche che la struttura ha subito diventando prima una fabbrica di ceramiche e infine, l’attuale Spazio Eventi che ha mantenuto la forma originale della fabbrica, ma valorizzandola e riqualificandola in un locale unico nel suo genere. Le Officine Farneto ospitano, oggi, grandi eventi come sfilate di moda, convention, serate di galà, mostre d’arte, happening, feste private, spettacoli. La posizione favorevole – poco distante dallo Stadio olimpico – e il grande parcheggio sono i punti di forza di questa struttura sui generis.

Il festival della birra alle Officine Farneto

Una delle manifestazioni di maggior successo che si sono svolte alle Officine Farneto è la kermesse di tre giorni “Fermentazioni” dove 30 birrifici italiani hanno avuto lo spazio ideale per esporre e proporre un prodotto che in Italia sta registrando una crescita nei consumi: la birra artigianale.

Anche se l’Italia è il Paese del vino, la birra – soprattutto quella di qualità e dai sapori ricercati – trova un mercato che non è affatto di nicchia, ma espressione di arte, gusto e convivialità. Alla manifestazione hanno partecipato 30 birrai italiani tra giovani pionieri del gusto e artigiani della tradizione. Oltre alla degustazione, sono stati abbinate attività che ruotano intorno al mondo della birra: seminari, gastronomia, corsi di degustazione e presentazione dei macchinari. “Fermentazioni” abbina alla birra anche del buon cibo da strada che ne esalta il sapore: le consumazioni vanno a gettoni: hamburger 200 gr. salsiccia e broccoli (6 gettoni); hot dog, pasta della tradizione, pizza e mortadella (5 gettoni); patatine fritte, fritti vegetali  (3 gettoni). L’ingresso – di 10 € comprensivi di bicchiere – ha dato così l’accesso all’interno della manifestazione dove si è svolta anche una mostra fotografica a tema, un’area allestita per l’intrattenimento dei bambini e musica (che per “Fermentazioni 2016”  è stata curata dalla locale Radio Rock).

Le Officine Farneto sono state, così, il luogo ideale per ospitare questa kermesse anche grazie alla confortevole area lounge per l’accoglienza dei clienti – la Crystal Garden – caratterizzata da una tensostruttura trasparente arredata con comodi divanetti in eco-pelle, tavoli e un bancone, che funge da hall prima dell’ingresso che è a sua volta un locale nel locale, davvero originale e innovativo.

IL GOURMETTINO A FIRENZE

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IL GOURMETTINO A FIRENZE

“Cento metri a perpendicolo sul mare”

dal meraviglioso mare della Puglia all’Arte di Firenze….

nasce l’osteria contemporanea

“Il Gourmettino”

 

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Fuori tanta gente che passa, curiosa, mille botteghe, quasi una musica di sottofondo, siamo nel centro storico fiorentino, ma entrando lasci tutto, i rumori della strada si affievoliscono….. noti subito un giardino d’inverno pieno di colori e profumi, un maestoso arancio nel centro di una corte, insolita e preziosa nel pieno centro della città, un angolo di Puglia, incastonato nel pieno centro, una sorta di insolita gemma, dove Domenico Cilenti, lo chef venuto dalla Puglia….dal suo locale Porta di Basso a Peschici …..a cento metri a perpendicolo sul mare…. ha fissato la sua base fiorentina, un locale pieno di luce e di allegria, dove ti accolgono tanti ragazzi, belli e sorridenti, davanti alla cucina a vista, una scatola di cristallo dove nascono mille sapori, i colori di un muro fatto di mattonelle pugliesi, qui Domenico racconta la sua storia.

 

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Il locale, magnifico nella sua rigorosa semplicità, unisce tutti gli elementi caratteristici della Puglia, il bancone all’ingresso ornato da una lastra di mattonelle di mille colori, parla della sua gente gentile, ma anche dei sapori e profumi antichi della sua terra, con la cucina, il vino, l’accoglienza discreta,
il locale è strutturato nei locali di una antica bottega fiorentina, per cui offre un ambiente raffinato, caldo, in un impatto di materiali fatti da pietra a vista, il color tortora mixato al grigio tenue, le volte a crociera, calde luci soffuse, tavoli di legno biondo con le gambe ottocentesche di ferro nero, una lunga panca in muratura piena di cuscini dai colori soft, una parete dove la sagoma del Duomo di Firenze è sottolineata da luci dando un tocco divertente alle rigorose volte a crociera, un sottofondo sound appena percepito…..e poi la gemma di verde che attira la vista, un arancio orgoglioso, piante, fiori, allegria. Ottimo e professionale il servizio, tutti pugliesi, giovanissimi e professionali, ed un’eccellente carta dei vini, calore dell’accoglienza in una location di grande raffinatezza.

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E poi il “primo attore” Domenico Cilenti, la sua cucina parla della sua terra “a perpendicolo sul mare”, dove l’intensità e la varietà della tradizione del sud incontra la creatività con straordinarie materie prime del territorio, di terra e di mare, lo stile dell’osteria mixato alla contemporaneità, con piatti che richiamano alla mente sapori familiari, ancestrali, la burrata, il pallone di Gravina e il canestrato pugliese, la paparina con le olive , i lampascioni, la scapace, la giuncata, la stracciatella, e poi l’olio salentino……..una cucina basata nell’estro di questo giovane chef, già famoso, che merita grande attenzione, che scava nella memoria collettiva e ne tira fuori rivisitazioni ragionate, mai estreme, dove il richiamo alla tradizione casalinga si fa meno presente per lasciare spazio alla sua creatività esplosiva, il suo sapere modulare l’arte sul filo sottile tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra la voglia di andare a ritrovare antichi sapori e il modo di prepararli con la cura di non snaturarli nel riproporli. La sua è una rivisitazione da grande chef, gentile, ragionata, creativa ma mai troppo estrema….oggi, con Domenico Cilenti, nasce un locale a perpendicolo su Firenze.

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Il Gourmettino

via Palmieri 31R

50122, Firenze – Italy

T. +39 055 2001237

firenze@ilgourmettino.com

GIARDINO Interno

 

BACCALÀ CON CICORIELLA, PUREA DI ZUCCHINE E LIMONE CANDITO

ricetta d’autore di Domenico Cilenti

a firenze l’Osteria contemporanea

“Il Gourmettino”

per 4 persone

Filetto di baccalà 400 g – Cicoria campestre 250 g – Zucchine 100 g – Latte (o latte di riso) 1 l – Limone candito- Aglio 2 spicchi – Zest di limone 30 g – Zucchero 200 g – Aceto 25 ml – Olio extravergine d’oliva q.b. – Sale, pepe, peperoncino q.b.

PREPARAZIONE

Baccalà mantecato

Ingredienti:

  • Filetto baccalà già dissalato
  • Latte
  • Olio e sale q.b.

Mettere in acqua fredda il filetto di baccalà per 5 ore fino ad ottenere una salatura media. Bollire il filetto nel latte; frullare a caldo il filetto emulsionando la crema con olio a filo e latte di cottura, fino ad ottenere la textura ottimale per la realizzazione di una quenelle. Regolare di sale se necessario.

Purea zucchine

Ingredienti:

  • Zucchine
  • Olio, sale e pepe q.b

Sbianchire le bucce delle zucchine pelate in acqua bollente salata e bloccare la cottura in acqua e ghiaccio; frullare emulsionando con olio fino ad ottenere una purea liscia, se necessario passare al colino; regolare di sale e pepe.

Cicoriella

Ingredienti:

  • Cicoria campestre
  • 2 spicchi d’Aglio
  • Olio, sale e peperoncino q.b

Sbianchire le cicorie in acqua bollente salata e bloccare la cottura in acqua e ghiaccio; saltare in padella con olio, aglio e peperoncino.

Limone candito

Ingredienti:

  • Zest di limone
  • Zucchero
  • Acqua
  • Aceto

Preparare uno sciroppo con acqua, zucchero e aceto; sbollentare per 10 minuti lo zest nello sciroppo e ripetere l’operazione per almeno 3 volte fino ad ottenere un sapore candito, senza avvertire al gusto la componente amara della buccia di limone.

Tempo di preparazione: 60 minuti

Abbinamento vino

NERO DI TROIA IGP PUGLIA di Cantine Le Grotte – Questo Nero Di Troia IGP di Cantine Le Grotte è un vino dal colore rosso intenso con lievi riflessi violacei che si presenta subito al naso con un bouquet speziato con sentori di mora. Al palato è morbido, persistente con tannini eleganti: insomma, una vera coccola solo per veri intenditori.

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Breakfast + Lunch = Brunch

 

Cosa vorrebbe esattamente rappresentare la parola Brunch?

Innanzitutto, cominciamo con il dire che la parola “brunch” è una sintesi tra “breakfast” e “lunch”, rispettivamente, colazione e pranzo nella lingua inglese. Quindi, a rigor di logica, il brunch vorrebbe essere un unico pasto che andrebbe a comprendere tanto la colazione, quanto il pranzo. È sicuramente il pasto ideale da consumare quando è ormai troppo tardi per la classica colazione, ma è ancora troppo presto per tutte le portate del pranzo. È, in altre parole, la situazione perfetta per la domenica, per esempio, quando abbiamo la possibilità di alzarci tardi, troppo tardi per la colazione, e non abbiamo voglia di consumare un classico pranzo, che va dal primo al dolce, passando per il secondo, il contorno e la frutta.

Per alcuni il brunch è il momento preferito della giornata, per altri un modo per passare del tempo con gli amici, magari dopo aver studiato o lavorato e per altri è semplicemente un modo per ritagliarsi un po’ di tempo in modo rilassante.
È già da qualche anno che il tradizionale brunch inglese è diventato per molti una piacevole abitudine anche qui in Italia, anzi possiamo dire che sia una vera e propria moda che sta prendendo sempre più piede, soprattutto per i festaioli del sabato sera che hanno trovato il giusto compromesso per non rinunciare alla colazione e per non morire di fame prima che arrivi l’ora del pranzo. Ormai molti locali offrono il Brunch che è l’equivalente dell’apericena serale.
Detto questo, il brunch si svolge nei giorni festivi e deve iniziare tra le 11.30 e 12.00, dopo le 13.00 diventa un pranzo. Essendo un pasto che racchiude colazione e pranzo, deve necessariamente offrire tanto il cibo tipico dell’una, quanto quello dell’altro della colazione, con equilibrio e fantasia, evitando i cibi pesanti. Non è un pasto che si consuma serviti, ma deve essere rigorosamente a buffet, con portate di dolce e di salato in egual misura. Quindi torte rustiche, sfiziosi paninetti, insalatone ricche, anche una lasagnetta, preferibilmente bianca, perché no e, ovviamente, torte e crostate fatte in casa, pane tostato, marmellate varie, qualche portata più esotica, tipo hummus, e il brunch ideale è servito.
Quella del brunch potrebbe essere una valida alternativa anche al pranzo domenicale in casa in compagnia di amici e familiari. Basterà invitarli per tempo e offrirgli una giornata all’insegna del relax e del buon cibo, così avrete la possibilità di chiacchierare liberamente senza essere costretti ad alzarvi in continuazione per servire calde le portate del pranzo. Il buffet infatti rende liberi chi organizza il brunch di godersi a pieno la giornata, ma anche gli invitati di mangiare quello che vogliono e quanto ne vogliono. L’unica accortezza, trattandosi di un buffet da consumare dove ci si sente più comodi e quindi non necessariamente seduti intorno ad un tavolo, è quella di preparare cibi che possano essere facilmente consumati anche senza l’uso di un coltello e l’ausilio di un piano di appoggio solido. In questo modo non sarete neanche costretti a limitare gli inviti per problemi di spazio.

 

I principali eventi legati al vino del Friuli Venezia Giulia.

 

A partire dal 2014 il Friuli ha cominciato a farsi notare per le ottime produzioni vinicole collocate all’interno di un territorio dalla grande varietà paesaggistica ed altrettanto ricco di storia. Ne hanno parlato giornalisti da tutto il mondo soprattutto inglesi ed americani e la celebre istituzione turistica Lonely Planet lo ha messo al 4 posto tra le mete imprescindibili nel corso del 2016. Da nord a sud della regione il vino va parte della cultura e della quotidianità del popolo friulano. In questo articolo vedremo quali sono gli eventi più rinomati ed attesi connessi al febbrile mondo vinicolo friulano.

Per essere equi distanti da tutti da tutti gli appuntamenti di cui vi andremo a parlare di seguito vi consigliamo di pernottare presso un B&B Udine. Un modo per pernottare in piena autonomia, in modo confortevole.

A Cormons la “Fieste da Viarte” vi da la possibilità non solo di assaggiare le migliori produzioni vinicole della piccola località considerata “Città del Vino”, ma vi da modo di accompagnare il vostro calice di vino con stuzzichi e street preparati direttamente dalla gente del posto: affettati, formaggi, insaccati… c’è né per tutti i gusti! La Fieste da viarte si tiene in primavera e gli stand si trovano in particolare presso il monte Quarin.

Sempre in primavera si tiene l’attesissimo evento Cantine Aperte, dove le migliori cantine vinicole del territorio aprono le loro porte ai visitatori dando modo non solo di apprezzare le loro ottime produzioni vinicole ma anche di effettuare lezioni di degustazione e tour guidati delle cantine stesso. Spesso queste cantine sono collocate all’interno di splendidi comprensori posti in prossimità di splendide ville d’epoca o antichi rustici. Insomma un piacere sia per gli occhi che per il palato.

Ma sicuramente per quanto riguarda il territorio di Udine la kermesse più apprezzata è quella di Friuli Doc. Friuli Doc si svolge il secondo week end si settembre dal giovedì alla domenica ed attira visitatori dal vicino Veneto ma anche dalle vicine Austria e Slovenia. Durante i quattro giorni di fiera la città di Udine si riempie di chioschi e stand dove non solo potrete apprezzare ottimi vini locale ma nel quali potrete gustare anche i migliori prodotti e piatti friulani in stand divisi in paese alla località d’origine di quel particolare piatto o materia prima. Oltre che dal cibo e dal vino, Friuli Doc è animato anche da un ricco palinsesto di eventi culturali e musicali, ospiti prestigiosi connessi al mondo della ristorazione e mercatini.

 

Street Food

Sta ormai spopolando la cultura dello street food di qualità, che coniuga le caratteristiche del cibo da strada con la scelta di ingredienti pregiati e spesso di ricette della tradizione locale. Non è un caso che molti giochino con l’italianizzazione del termine e si legga sempre più spesso l’espressione “strit fud”.

Non si contano i festival, le fiere, le esposizioni e gli eventi dedicati al tema, che spesso ospitano anche i numerosi produttori di birre artigianali, altro prodotto il cui mercato è in crescita negli ultimi tempi.

Partecipare a questi eventi è sempre molto divertente perché è l’occasione perfetta per passare del tempo all’aperto, in mezzo a tante persone e gustando dei piatti prelibati. Si possono incontrare i caratteristici furgoncini attrezzati che si trasformano in cucine: provengono da ogni parte della penisola e portano con sé tradizioni culinarie disparate e inoltre si sono sviluppati dei festival in cui vengono proposte anche delle cucine etniche.

Come funziona lo street food

Spesso all’interno di questi bei furgoncini troviamo dei giovani che, non potendo o non volendo affrontare le spese e le burocrazie legate all’apertura di un vero e proprio ristorante, decidono di attrezzarsi con una cucina ambulante e di diventare itineranti, stazionando in luoghi strategici della propria città (si pensi all’ora di pranzo in zone con molti uffici e aziende) oppure partecipando in giro per l’Italia a eventi sul tema.

Si tratta di un modo agile e dinamico di concepire la ristorazione, che consente di far proseguire le tradizioni gastronomiche locali, di cui il nostro paese è ricco, all’interno di una formula molto moderna, qual è quella del cibo da strada. Spesso, infatti, è molto semplice adattare un piatto tradizionale inserendolo in un panino, per assaporare il gusto tipico del  pranzo della domenica passeggiando per le vie della propria città.  In questo modo, inoltre, si può facilmente portare in giro per il paese e far conoscere la propria tradizione gastronomica.

Del resto, ormai lo street food è diventato una vera tendenza, tanto che spesso all’interno dei mercati rionali ci sono banchi che hanno deciso di adottare questa formula offrendo ai clienti, accanto ai propri prodotti di sempre, anche dei piatti veloci da consumare in loco.

Inoltre, sempre più spesso i locali Roma creano eventi sul tema, magari mettendosi d’accordo fra loro e magari anche con delle birrerie della zona, per organizzare pranzi o cene all’aperto in cui gustare le proprie cucine, rigorosamente senza posate.

Scomesse da bar

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Le scommesse sportive sono diventate un vero e proprio fenomeno sociale. Sono sempre di più coloro i quali mettono alla prova le proprie conoscenze sportive lanciandosi in pronostici che, qualora fossero vincenti, garantirebbero una buona vincita in denaro. Ovviamente è il calcio lo sport su cui si punta la maggior parte del denaro, anche considerando che si tratta dello sport più seguito in tutto il territorio italiano. Sicuramente quando si va a fare la cosiddetta ‘bolletta’ è bene tener conto di alcune indicazioni utili che permetteranno di fare ragionamenti finalizzati alla vincita. Innanzitutto bisogna partire da un presupposto fondamentale, ovvero che non è detto che la formazione favorita in un match o in una competizione debba per forza avere la meglio. Tantissimi sono gli esempi nel corso degli ultimi anni e in qualsiasi sport: non solo nel mondo del calcio si è assistito a risultati clamorosi ed inaspettati. Il tutto potrebbe pagare bene nelle scommesse e soprattutto dovrebbe portare a delle valutazioni attente prima di puntare sul club favorito. Sicuramente bisogna poi ricordare che non tutti i bookmaker offrono le stesse quote, ecco perché prima di puntare su questa o su quella squadra si dovrebbe fare un giro dei vari siti web o dei centri scommesse per capire dove si può ottenere la vincita più alta.

Il mondo delle scommesse sportive è in fortissima ascesa, anche considerando il numero sempre più elevato di persone che decidono di puntare sugli eventi principali. Ovviamente gli scommettitori oltre a lanciarsi nelle partite dei principali sport, decidono anche di provare la fortuna con altro tipo di giochi come, ad esempio il casino online, il bingo ed il poker. Il tutto tenendo ben presente un limite che bisogna porsi e senza finire nell’eccesso che potrebbe determinare conseguenze ben più che spiacevoli. Un’occasione da non perdere per chi vuole tentare una vincita interessante puntando sulle partite dei diversi campionati sportivi presenti a livello internazionale. Un giro di denaro importante che fa delle scommesse sportive un mondo sempre più in ascesa: ciò conferma quello che da tempo molti esperti di economia affermano, ovvero che il calcio è molto più che un semplice sport. Infatti proprio attorno al calcio ruotano una serie di interessi economici di non poco conto. Esempi ce ne sono quasi quotidianamente, basti pensare all’assegnazione dei Mondiali in paesi come il Sudafrica o il Qatar. Ovviamente l’assegnazione dei Mondiali di calcio esula da quello che è un discorso puramente sportivo in quanto diventa un autentico riconoscimento al buon comportamento di paesi in via di crescita.

Dunque il mondo del calcio riesce a muovere denaro che in altri settori non circola neanche: e proprio grazie alle scommesse sportive sono tantissime le persone che ogni weekend decidono di puntare sulle partite principali. Ma non solo, in quanto il giro importante di denaro che si è venuto a creare attorno al pallone è legato anche alla possibilità di scommettere non solo sui massimi campionati di paesi come Italia, Inghilterra o Spagna, ma anche sulle competizioni di paesi asiatici o del Sud America che certamente hanno una scarsa notorietà. Ognuno di questi campionati paga proprio come quelli principali ecco perché sono sempre più numerosi gli scommettitori che vogliono puntare sulla vittoria di alcuni club. Ovviamente si parla di scommesse legali e che vengono giocate da semplici tifosi o appassionati di calcio. Questo è sicuramente il lato genuino del mondo delle scommesse che esula da un mondo completamente diverso che è quello del calcioscomesse, o dei vari scandali che nel corso degli anni hanno riguardato i diversi sport. Non c’è nulla di più bello di godersi la spensieratezza del weekend dedicandosi al mondo del calcio e provando a portare a casa un bel gruzzoletto derivato da una vincita.

 

Perché accontentarsi di una sola sagra quando è in programma la “Regina” delle sagre?

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Perché accontentarsi di una sola sagra quando è in programma la “Regina” delle sagre?

A Montalto di Castro, splendido centro della Tuscia Viterbese, andranno in scena dal 21 al 23 ottobre tre giorni dedicati alla scoperta della gastronomia locale e di un territorio dal grande fascino. Organizzata dalla Pro Pescia Romana, la 1° edizione della “Sagra Regina delle Sagre” punta a coinvolgere 30 diverse realtà provenienti da ogni parte del Lazio che proporranno ai visitatori i loro assaggini.
Se Montalto di Castro giocherà in casa con l’asparago e il melone, troveranno spazio anche l’olio, i fagioli, i formaggi di pecora, il latte di asina in crema, il vino, il pane casereccio e le lumache; non mancheranno i prodotti biologici e tante altre specialità, da assaggiare per tre giorni dalle 9 del mattino fino alle 23.

E anche sul fronte dell’intrattenimento ci sarà da divertirsi con il raduno di 500, i burattini, i gonfiabili e la tombola con premio in denaro. Per tre giorni, insomma, Montalto di Castro diventerà “capitale” del gusto, del divertimento e della solidarietà: parte del ricavato della sagra, infatti, sarà devoluto alle vittime del terremoto del 24 agosto scorso.
Fondato nel V secolo d.C. dagli abitanti di una città costiera che si ritirarono sulla piccola altura – dove oggi sorge il centro antico – per difendersi dalle scorrerie dei pirati, Montalto entra ufficialmente nella storia nell’853 d.C. quando, in una bolla di Papa Leone IV diretta al Vescovo di Tuscania Virobono, compare per la prima volta il nome di Montis Alti. Anche il castello Orsini, il monumento più famoso della cittadina, ha un’origine leggendaria: la sua costruzione si fa risalire a Desiderio (VIII sec.), duca di Tuscia, poi Re dei Longobardi, anche se non esiste alcun documento storico sull’edificazione del primo castello in Montalto. Per secoli, il territorio fu devastato dalla lotta sostenuta contro i Pontefici e gli Stati loro alleati, dai potenti baroni di Vico, che furono signori feudali di Montalto sin dalla metà del secolo XII; nel 1870, con la presa di Roma, terminò il dominio dei Papi e Montalto entrò a far parte dello Stato Unitario: un passato glorioso che sarà possibile scoprire alla 1° edizione della “Sagra Regina delle Sagre”.

 

Info:

Date – 21/23 ottobre

Luogo – Montalto di Castro (VT)

info@fuoriporta.org www.fuoriporta.org

www.facebook.com/fuoriportaweb/

 

 

Prosecco Magnum

 

Il prosecco è un vino bianco DOC, ottenuto, in maggioranza, da uve glera in purezza o con piccole aggiunte di verdiso, bianchetta trevigiana, perera, chardonnay, pinot bianco, pinot grigio o pinot nero vinificato bianco. La sua produzione avviene in Veneto e in Friuli Venezia Giulia.
La vendita ci è proposta in diversi formati: dalla bottiglia di prosecco mignon, per chi vuole brindare solo, alla bottiglia di prosecco magnum, per festeggiare in compagnia.
La versione magnum è proposta in tre versioni: un litro e mezzo, tre litri e cinque litri.

Negli ultimi anni, il prosecco, grazie alla nuova disciplinare e ad un gran lavoro da parte dei produttori, sta ottenendo un crescente successo che lo sta portando, pian piano, a scalzare il trono al rinomato champagne: infatti è il vino italiano più venduto all’estero e nel 2014 ha superato le vendite del cugino francese!
Come mai? I pareri sono molto discordi: i tradizionalisti non vogliono cedere il passo tenendo fermo l’uso del vino francese e non intendono sentire ragioni; i meno tradizionalisti, e in particolare, più nazionalisti, considerano il prosecco un degno sostituto a cui dare spazio.
In realtà si parla di un vino con delle ottime potenzialità: perlage fine, profumo floreale al naso, secco al sapore, ottimo come aperitivo, da usare a tutto pasto o semplicemente per un brindisi.
Il neo, come in tutte le grandi produzioni, sono i numeri, le quantità. Il mercato offre un’elevata quantità di prosecco (realtà valida per altri vini, non solo italiani) e la paura è quella che a subirne un danno sia la qualità della produzione.
Per non cadere in errori e delusioni è sempre necessario controllare bene l’etichetta che ci rivela tutte le caratteristiche e segreti del vino: Doc, Docg Conegliano-Valdobbiadene e Asolo, IGT Piemontese (introdotto da pochi anni come riconoscimento), la provenienza (la provenienze delle uve è fondamentale per il risultato finale), i gradi (che devono variare fra 10° e 11,5°). Se tutte queste caratteristiche corrispondo, non ci saranno brutte sorprese e si farà una figura veramente ottima.
Ci sono comunque delle aziende vinicole che tengono limitata la produzione e presentano sul mercato un prodotto molto interessante.

Con l’aumento del consumo del vino prosecco è, ovviamente, aumentato anche l’utilizzo dei Magnum, il cui costo varia dai quindici agli ottanta euro a bottiglia. Il costo viene definito dalla qualità del vino (DOC, DOCG, Millesimato, dry, extra brut) e dalle dimensioni del Magnum (1,5-3-5 litri).
Guardando i prezzi, capiamo subito uno dei motivi principali che ha reso i magnum di prosecco più apprezzati dei magnum di champagne, i cui prezzi vanno da un minimo di sessanta euro per raggiungere cifre che superano i mille euro.
Il riconoscimento per questa crescita, va anche all’utilizzo dei magnum di prosecco durante le premiazioni di eventi sportivi, che hanno fatto da trainer per questo formato.
Può essere utilizzato anche come idea per un regalo, adatto in qualsiasi occasione: si trovano anche magnum contenuti in cofanetti di legno.

Questo prodotto ha sicuramente tutte le caratteristiche per continuare il suo cammino: buon rapporto qualità prezzo e versatilità.

 

Festival della Dieta mediterranea

Continua nella patria di Ancel Keys il festival dedicato alla Dieta Mediterranea. Mercoledì sera nel Giardino di Palazzo Vinciprova appuntamento da non perdere con libri, showcooking e una degustazione di spumanti del Cilento.

 

PIOPPI – Il Festival della Dieta Mediterranea di Pioppi, dopo il successo dei primi eventi, è entrato nella seconda settimana di attività. Una settimana che avrà il suo momento culminante nella notte di San Lorenzo, il 10 agosto, quando il suggestivo Giardino di Palazzo Vinciprova, sede del Museo Vivente della Dieta Mediterranea, ospiterà due speciali eventi sotto le stelle.

 

L’appuntamento che aprirà la serata sarà alle 20,30 la presentazione del libro “La Dieta Mediterranea” di Elisabetta Moro (ingresso gratuito). Al dibattito parteciperanno Pier Luigi Petrillo, consigliere per l'UNESCO del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che ha curato nel 2010 il percorso di riconoscimento Unesco alla Dieta mediterranea; l’antropologo Marino Niola, direttore del MedEat Research e curatore del Libro biancop sulla Dieta mediterraena; Alfonso Andria, componente del Cda del Parco Archeologico di Paestum e già senatore e parlamentare europeo; Tommaso Pellegrino, presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; Valerio Calabrese, Direttore del Museo Vivente della Dieta Mediterranea; e il sindaco di Pollica Stefano Pisani.

Ma, nella notte di San Lorenzo, non si poteva non approfittare del cielo stellato, così a seguire ci sarà l’evento “Bollicine e stelle cadenti”, che allieterà i presenti con uno showcooking, assaggi di alici fritte e degustazioni di spumanti del Cilento a cura della Scuola Europea Sommelier. Parteciperanno all’evento le pluripremiate cantine cilentane San Salvatore 1988, Case Bianche e i Vini del Cavaliere. La serata sarà accompagnata dalla musica dal vivo del Round jazz trio (Francesca Simonis voce, Fabrizio Spista sax e Antonio Castaldo pianoforte) del Conservatorio di Salerno.

 

L’auspicio è che l’interesse e l’entusiasmo riscontrati nella prime due settimane del Festival possano crescere sempre di più, così da poter lanciare a un pubblico più ampio possibile il messaggio sulle tante sfaccettature e sui molteplici benefici della Dieta Mediterranea, modello di vita riconosciuto patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco.

 

Per maggiori informazioni:

Valerio Calabrese