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Si può vendere vino a Dubai?

 

Vendere vino a Dubai e negli Emirati Arabi Uniti è possibile, a patto di conoscere in modo approfondito il contesto in cui si opera: si parla di un mercato il cui valore si aggira intorno ai 130 milioni di dollari, più o meno suddiviso in 80 milioni di vino in bottiglia e 50 milioni di spumanti. Dopo un 2012 di calma piatta, le cose sono migliorate, e oggi si può parlare di una crescita non rapida ma costante. La Francia è il primo Paese nell’elenco dei fornitori, seguito dall’Australia e dall’Italia. Il prezzo medio al litro dei vini nostrani è di circa 7 dollari, per un valore che rispetto a una decina di anni fa è più che raddoppiato.

Ma a vendere vino a Dubai sono un po’ tutti, dalla Gran Bretagna al Sudafrica, dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda, dal Cile alla Germania, dal Portogallo alla Spagna. Cosa bisogna fare, quindi, per esportare le proprie bottiglie qui? In primo luogo, ci si può impegnare nella vendita a distanza. Se la vendita viene effettuata – come avviene di solito – alla condizione DDP, all’atto dell’introduzione del vino a Dubai l’impresa italiana è tenuta a incaricare uno spedizioniere in loco che avrà il compito di eseguire lo sdoganamento dei beni pagando i diritti doganali, oltre a occuparsi delle diverse formalità burocratiche (tenendo conto che si tratta di una location piuttosto impegnativa da questo punto di vista). Se, invece, la vendita viene effettuata alla condizione DAP o DAT è il consumatore finale a dover gestire lo sdoganamento.

Volendo, gli imprenditori possono anche inviare delle campionature a titolo gratuito per far conoscere il prodotto e migliorare la reputazione dell’etichetta: ai fini Iva sono possibili sia le cessioni di campioni gratuiti di valore ridotto contrassegnati in maniera specifica che le cessioni di campioni gratuiti di altro tipo. Nel primo caso, la cessione gratuita è fuori campo Iva, e per quel che riguarda il rispetto delle norme doganali non bisogna fare altro che stilare una fattura pro forma o una lista valorizzata, specificando in ogni caso il costo delle bottiglie o comunque dei campioni inviati. Per ciò che concerne le accise, invece, devono essere espletate tutte le formalità ordinarie previste per la spedizione dei beni a Dubai.

Chi fosse intenzionato a esportare vino a Dubai, inoltre, deve tenere conto della necessità di tradurre le etichette, i documenti tecnici, i contratti, gli allegati e così via: per questo motivo il consiglio è quello di fare affidamento su un’agenzia di traduzione specializzata, per evitare brutte sorprese e per non imbattersi in imprevisti di vario genere.