Vini Bertani, alla scoperta di alcune eccellenze della Valpolicella

Vini Bertani, alla scoperta di alcune eccellenze della Valpolicella

Le cantine Bertani sono oggi uno dei più nomi più apprezzati e più celebrati all’interno del ricco e variopinto mondo enologico veneto: i Vini Bertani sono infatti veri e propri sinonimi di qualità nella produzione della Valpolicella, e anno dopo anno sono in grado di proporsi in un mercato sempre più competitivo e sempre più esigente senza mai fallire i propri obiettivi, e senza mai deludere le aspettative dei tanti estimatori.

 

D’altronde, difficilmente si potrebbe rimanere delusi dinanzi a un marchio che da oltre 150 anni arricchisce di prelibatezze la propria terra: era infatti il 1857 quando i fratelli Giovan Battista e Gaetano Bertani decisero di applicare delle innovative tecniche produttive in grado di sfruttare le straordinarie potenzialità della propria terra, andando poi a tradurre in realtà sul territorio veronese l’esperienza che Gaetano aveva maturato in Francia, sugli insegnamenti del professor Guyot, ritenuto uno dei massimi esperti di viticoltura.

 

Peraltro, un’altra conferma della grande innovazione tipica della famiglia Bertani si è avuta anche con l’esperienza americana, con i produttori primi – tra gli italiani – a sbarcare nel grande continente occidentale negli ultimi anni dell’Ottocento.

 

Dagli albori di questa straordinaria storia all’attuale successo, la strada non è breve ma… non è certamente insoddisfacente. Il secolo successivo, il Novecento, ha infatti confermato la qualità dei vini Bertani, e ha permesso alle produzioni di famiglia di ottenere una crescente notorietà. Generazione dopo generazione, i vini Bertani hanno saputo arricchire le proprie potenzialità e le proprie sfaccettature, senza però mai perdere il rispetto della propria identità e quella, non meno importante, del territorio veneto.

 

Simbolo della produzione dei vini Bertani è certamente l’Amarone, uno dei vini italiani più noti in tutto il mondo, premiato da molti riconoscimenti e, ancor di più, dalla fedeltà dei numerosi amanti di questo rosso corposo. Oltre ai vini della Valpolicella, poi, la famiglia Bertani si fa apprezzare per i processi produttivi di vino anche nella zona del Soave e del Lago di Garda: una tendenza alla diversificazione e alla proposta eterogenea e completa all’interno del proprio catalogo, che permette di ampliare il concetto associativo del brand Bertani all’Amarone, sebbene sia innegabile che l’Amarone rimanga il fiore all’occhiello di una produzione di altissimo livello.

 

Oggi, dopo un secolo e mezzo di storia e di successi, i vini Bertani continuano a stupire e a sorprendere. Merito della lungimiranza dei suoi fondatori e delle generazioni successive, e dell’attuale classe rappresentativa, che rinnova il coraggio, l’innovazione e la voglia di osare che in più di 150 anni di esistenza hanno rappresentato elementi fondamentali per poter mantenere i vini Bertani ai vertici italiani.

 

Oggi, un gradito regalo potrebbe essere l’Amarone Classico Bertani, eventualmente disponibile anche in versione Magnum: un sicuro biglietto da visita di qualità e di classe, che siamo certi che non tradirà il gradimento di tutte quelle persone che, amanti del vino o meno esperte di questa prelibata produzione, non mancheranno di esprimere un concreto apprezzamento per questo gesto di grande attenzione!

Vino Franciacorta, la tendenza che conquista tutti

Vino  Franciacorta, la tendenza che conquista tutti

Ad ogni evento o aperitivo che voglia fregiarsi del titolo di esclusività, appare un calice di Franciacorta.

Moda? Scoperta sensata? Alternativa all'ormai trito e ritrito Champagne?

Questo vino italiano da qualche anno è ormai tra i più richiesti o serviti nei locali di tendenza, e chiunque abbia frequentato qualche evento mondano oppure il corso degustazione vino Roma, avrà notato la sua presenza nella lista vini top.

Non un semplice spumante

È bene saperne di più, quindi, su questo vino che possiede delle caratteristiche ben definite, non semplicemente attribuibili ad uno spumante italiano classico che vuole rendersi alternativo per brindisi e pasteggi.

Anche se si tratta di un vino “bollicine” come vengono definiti i vini soggetti a spumantizzazione, questo vino possiede peculiarità tutte sue, e non può essere solo definito “lo Champagne italiano” come molti commentano alla sua degustazione.

La presenza di anidride carbonica e la morbidezza nel gusto, lo rendono certo vicino al suo modello francese, ma il Franciacorta deriva da una coltivazione ben differente.

Le Franche Corti, territorio in cui nasce questo vino, sono quelle situate tra Brescia e il Lago d'Iseo, in Lombardia, dove era in atto da secoli un'ampia coltivazione vitivinicola di Pinto Nero di Franciacorta.

Negli anni Sessanta si pensò che questo Pinot potesse solidamente reggere il confronto con il Pinot della Marne francese, e si inizio a coltivare e vinificare, in modo attento ai risultati di questi vini di qualità.

La produzione

Il disciplinare del Franciacorta, ovvero le regole secondo cui si può produrre questo vino, prescrivono che siano ammessi solo vitigni di Chardonnay o di Pinot Nero, a cui si possono aggiungere eventualmente uve del vitigno Pinot bianco, fino ad un massimo del 50% nella produzione.

La prima fase del fermento avviene con il lievito che mangia lo zucchero, trasformandolo in alcol, e formando successivamente anidride carbonica che, rimane sciolta all'interno della bottiglia data l'alta pressione.

Nel momento in cui si apre la bottiglia, l'anidride carbonica subisce un calo di pressione e torna allo stato gassoso, dando vita alle celebri bollicine

Nel Franciacorta la permanenza dei lieviti sul vino sarà molto lunga, 18 mesi per i multi-vintage e 30 mesi per i millesimati, le riserve arrivano a 60 mesi.

Ad oggi, il Franciacorta è annoverato tra i 10 vini di qualità europei insieme al Cava spagnolo e allo Champagne francese, e non necessita neanche di riportare la dicitura DOCG.

La tendenza di bere Franciacorta

Si tratta del vino prediletto dal mondo della moda, a Milano in particolare, è amato negli ambienti esclusivi del lusso, anche per il suo stile italiano – un vino senza trucco, elegante ed eccelso nella sua semplicità.

Strutturato ma delizioso al palato, risulta equilibrato tra l'acidità naturale e l'anidride carbonica contenuta, che crea un'effervescenza continua. Il suo profumo è ricco di note fruttate e sentori floreali, specie nei vini giovani, mentre un Franciacorta maturo potrà sprigionare note complesse tra spezie e frutta tostata, fino ai sentori di frutta rossa nel rosé.

Un vino raffinato, brillante anche al colore, e questo ne fa un must anche estetico…

Chi sceglie di bere Franciacorta, deve scegliere tra le qualità differenti, secondo il grado zuccherino, che va dai 3 grammi per litro del Nature, fino al 50 grammi per litro del Demi-sec.

Si può selezionare una degustazione vini con Franciacorta Nature, Extra Brut, Sec, Demi-sec e Pas dosé (senza aggiunta di zuccheri, versione secca e asciutta).

Tra i Franciacorta da scegliere ci sono anche i Satén (Brut), i Cuvée speciali, le Riserve, i Blanc de blancs, i rosé e i millesimati (prodotti da uve di un'unica annata).

Per chi deve selezionare il proprio Franciacorta preferito, ovviamente il consiglio è di assaggiarli tutti!

Il costo della qualità, le annate e i prezzi del Franciacorta

A seconda dell'annata e della tipologia di questo vino, il costo di una bottiglia ovviamente sarà vario, e sappiamo che le ottime annate arrivano anche intorno ai 100 euro, mentre un ottimo Satén può costare anche meno di 50 euro, e un Berlucchi Cuvée Imperiale Brut può anche essere accessibile intorno ai 30 euro.

Tra i più costosi Franciacorta c'è il celebre millesimato Ca' Del Bosco di Annamaria Clementi, o il Bellavista Riserva di Vittorio Moretti Extra Brut.

Dovendo scegliere tra quelli più accessibili, ci sono anche case di produzione come Enrico Gatti, il cui Franciacorta Satén millesimato si trova anche a 20 euro, oppure una Prima Cuvée Brut di Monte Rossa a circa 15 euro e un Franciacorta Pas Dosé Riserva Baiana delle Tenute La Montina a circa 30 euro.

Tra le case di produzione Franciacorta più celebri ci sono Ca' del Bosco, Mosnel e San Cristoforo, alla ribalta quest’ultimo anno per la loro qualità.

Abbinare il Franciacorta

Un vino che va servito spesso con aperitivi, crudité, salumi e formaggi morbidi, lieviti e pesce. Fresco, leggero, il suo sapore intenso accompagna bene degli sfizi, piuttosto che delle vere e proprie cene, anche se ben si abbina con carni bianche, primi e antipasti di pesce, in particolare crostacei e molluschi; ottimo anche con i carpacci di salmone e tonno, risotti mantecati.

Va servito a circa 4°C, in un calice ormai detto calice Franciacorta, studiato per esaltarne le caratteristiche, dalla forma a tulipano arrotondato e slanciata. In molti, però, pensato che anche una classica flute non sia da disprezzare, anzi esalti le bollicine che il calice Franciacorta non ravviva.

E il dubbio viene, perché senza bollicine… che brindisi di tendenza è?

L’Italia alcolica: ecco i drink più bevuti dagli italiani

L’Italia alcolica: ecco i drink più bevuti dagli italiani

Nonostante in Italia non si bevi quanto in alcuni paesi del nord Europa, anche noi abbiamo una notevole cultura del bere, legata stereotipicamente al vino e quelle bevute che si fanno dopo mangiato, in compagnia, con calma.
Ma la moda dell’aperitivo è arrivata e filtrata nella nostra cultura da un pezzo, ecco quindi il fioccare dei bar che offrono aperitivi ed apericene, assieme ad una vasta scelta di cocktail che si amplia sempre di più con il passare del tempo. Ma quali sono i drink che resistono nel cuore degli italiani? I più ordinati, a scapito delle mode?

Nel caso tu voglia imparare tutti i trucchi e i segreti per preparare questi e altri fantastici cocktail il nostro consiglio è quello di fare un percorso completo in una scuola barman Roma.

Vediamo insieme la lista completa:

Moijto

Un evergreen, uno dei cocktail più amati dallo scrittore Ernest Hemingway, il mojito vede la sua nascita nel bar “La Bodeguita del medio” a L’Avana, per opera del barman Angel Martinez nel 1942. Sembra che il nome derivi dal termine “Mojadito” che in spagnolo vuol dire bagnato.
Per fare il mojito:

  • 50 ml di rum bianco   
  • 6/8 foglie di menta
  • Acqua gassata
  • 2 cucchiaini di zucchero di canna
  • Ghiaccio

Negroni

Nato nella Firenze degli anni 20, sotto richiesta del conte Camillo Negroni che, stanco dell’Americano chiese al barman Fosco Scarselli una spruzzata di gin al posto del seltz nel suo aperitivo. Da quel momento in molti iniziarono a chiedere “L’Americano alla maniera del conte Negroni” fino a renderlo uno dei cocktail più conosciuti.

Per fare il Negroni:

  • 25 ml di London Dry Gin
  • 25 ml di Campari Bitter
  • 25 ml di vermouth rosso
  • Ghiaccio

Cuba Libre

Molte storie girano attorno all’invenzione di uno dei cocktail più ordinati al banco. La più famosa dice che il Cuba Libre nacque per festeggiare l’indipendenza di Cuba dalla Spagna, ottenuta grazie all’aiuto degli Stati Uniti. Si decise quindi di mescolare la Coca Cola, prodotto americano, con il rum, prodotto cubano per unire simbolicamente i due paesi.

Per fare il Cuba Libre:

  • 5 cl di rum bianco
  • 10 cl di Coca Cola
  • 1 cl di succo di lime
  • 1 fetta di lime

Piña Colada

La Piña Colada è un cocktail tipico di Porto Rico, dove si dice sia stata creata da Don Ramon Portas Mingot, che tentava di ideare un cocktail originale a base di frutta. Si pensa che comunque nei Caraibi fosse già conosciuta una variante chiamata Ananas Colada.

Per fare la Piña Colada:

  • 3 cl di rum bianco
  • 9 cl di succo di ananas
  • 3 cl di latte di cocco
  • Ghiaccio
  • 1 fetta di ananas per guarnire

Il vino del Friuli come protagonista di un matrimonio perfetto

Matrimonio e vino

 

Il vino del Friuli può accompagnare gli sposi all’altare in diversi modi. Con un pizzico di fantasia è possibile arricchire e rendere ancora più speciale il giorno delle nozze grazie a un’organizzazione in cui il vino diventa protagonista.

A dirlo è Glauco Comoretto, noto come il miglior fotografo matrimonio per gli sposi che vogliono sposarsi in Friuli. Le sue proposte sono varie e diverse in base ai gusti.

C’è la possibilità di rendere il vino protagonista grazie a un menù in ristorante studiato ad hoc, optare per una festa nuziale all’interno di una delle cantine vinicole del Friuli, scegliere il vino come bomboniera alimentare. Si può allietare il proprio palato con un addio al celibato o al nubilato a tema  ma anche regalarsi una cena con degustazione prima del fatidico si.

Ad esempio, se ancora non hai pensato alla location del tuo matrimonio in Friuli, che ne dici di un’azienda vinicola? Godrai di panorami spettacolari e farai immergere i tuoi ospiti in un’emozione doppia tra paesaggi, sapori e l’alone nell’aria del tuo amore eterno.

In alternativa puoi optare per organizzare un tour nelle cantine vinicole del Friuli insieme a una guida del luogo che ti farà vivere un addio al celibato o un addio al nubilato fuori dai soliti schemi.
L’escursione alla scoperta di vite e vigneti può essere un’idea anche se si organizza un matrimonio in Friuli pur vivendo all’estero: con parenti e amici sarà l’occasione giusta per scoprire la tradizione locale e conoscere nuove realtà culturali.

Per vivere il vino del Friuli non come semplice momento di accompagnamento del matrimonio si può optare anche per una cena con degustazione il giorno prima delle nozze in uno dei ristoranti più conosciuti del luogo o anche in piccole trattorie caratteristiche.

Infine, arrivati al momento del fatidico si, un calice di vino non deve essere vissuto soltanto al momento dell’aperitivo di apertura dei festeggiamenti. Può essere utilizzato per arricchire le pietanze del menù scegliendo il sapore giusto in base alla portata. Brasati, risotti, arrosti ma anche gelatine ricavate dal vino rosso che si sposano benissimo con i formaggi locali. Grazie ai consigli del vostro maitre sarà facile abbinare il vino del Friuli in tavola.

La ciliegina sulla torta per rendere il matrimonio ancora più speciale? Le bomboniere alimentari. Scegli delle bottiglie di vino e rendile personali grazie a delle immagini al posto delle classiche etichette oppure in abbinamento al tema nuziale.

Il successo è assicurato!

Come non sbagliare sul vino per il matrimonio

Brindisi vino

 

Mancano pochi mesi al fatidico “sì” e ancora non hai scelto il vino per il banchetto? É tutto pronto: addobbi, il fotografo matrimonio, le partecipazioni, le bomboniere, ma il vino proprio non siete riusciti a sceglierlo. Niente panico: in realtà selezionare il vino per le nozze è più semplice di quanto si possa pensare.
In Italia, quella vinicola, è una delle produzioni più diffuse e ricche e dunque non avete che l’imbarazzo delle scelta, anche se il rischio è quello di perdersi in un mare di etichette, nomi senza trovare la soluzione a questo “rompicapo”.
Vediamo di seguito qualche consiglio su come non sbagliare a scegliere il vino per il matrimonio.

Come non sbagliare vino per le nozze 
Quando si deve decidere che vino acquistare e servire per il grande giorno ci sono due cose che vanno assolutamente prese in considerazione prima di fare qualsiasi scelta: la stagione e il clima che saranno protagonisti insieme a voi del vostro “sì”.
In base a questi due aspetti si dovrà scegliere uno o un’altra cantina o tipologia di vino. Se, infatti, si sceglie di sposarsi in estate sarà meglio optare per vini più freschi e meno pesanti, mentre se il periodo è quello invernale allora si potranno servire anche vini più corposi e decisi.
La cosa più importate è quella di relazionarsi sempre con chi sarà l’artefice della realizzazione delle portate che saranno servite in modo da scegliere il giusto abbinamento vino – cibo (molto importante quando si sceglie un buon vino da accompagnare al pasto).

Quanto vino devo servire e quando? 
Il vino può essere servito e può accompagnare qualsiasi tipologia di portata andrete a presentare al banchetto del vostro matrimonio: dall’aperitivo al dolce. Esiste infatti una tipologia di vino adatta ad ogni occasione e dunque non sarà difficile poter scovare la bottiglia giusta per ogni mometno del banchetto nuziale.
Per quanto concerne la quantità esiste una formula, inventata nel 1500 da Guglielmo da Ratisbona, che è in grado di calcolare il numero di bottiglie necessarie per dissetare un certo numero di persone. Prendente il numero totale degli invitati che verranno al pranzo o alla cena di nozze, anche quelli astemi, e dividete per 2,15. Il risultato è il numero di bottiglie necessarie.

Come non spendere un capitale per il vino
Il risparmio nel giorno del matrimonio per alcuni è vitale. Si può tagliare sui costi senza rinunciare alla qualità di un buon vino. Come prima cosa potete optare per un vino dalla produzione locale per abbattere i costi di trasporto e spedizione: guardatevi attorno sicuramente nella vostra regione si produce un buon vino come in molte parti d’Italia.
Successivamente per risparmiare sul brindisi finale è possibile, al posto del classico Champagne, servire uno spumante o un Prosecco: sono alternative davvero buone, ma più economiche.