Vino Franciacorta, la tendenza che conquista tutti

Vino  Franciacorta, la tendenza che conquista tutti

Ad ogni evento o aperitivo che voglia fregiarsi del titolo di esclusività, appare un calice di Franciacorta.

Moda? Scoperta sensata? Alternativa all'ormai trito e ritrito Champagne?

Questo vino italiano da qualche anno è ormai tra i più richiesti o serviti nei locali di tendenza, e chiunque abbia frequentato qualche evento mondano oppure il corso degustazione vino Roma, avrà notato la sua presenza nella lista vini top.

Non un semplice spumante

È bene saperne di più, quindi, su questo vino che possiede delle caratteristiche ben definite, non semplicemente attribuibili ad uno spumante italiano classico che vuole rendersi alternativo per brindisi e pasteggi.

Anche se si tratta di un vino “bollicine” come vengono definiti i vini soggetti a spumantizzazione, questo vino possiede peculiarità tutte sue, e non può essere solo definito “lo Champagne italiano” come molti commentano alla sua degustazione.

La presenza di anidride carbonica e la morbidezza nel gusto, lo rendono certo vicino al suo modello francese, ma il Franciacorta deriva da una coltivazione ben differente.

Le Franche Corti, territorio in cui nasce questo vino, sono quelle situate tra Brescia e il Lago d'Iseo, in Lombardia, dove era in atto da secoli un'ampia coltivazione vitivinicola di Pinto Nero di Franciacorta.

Negli anni Sessanta si pensò che questo Pinot potesse solidamente reggere il confronto con il Pinot della Marne francese, e si inizio a coltivare e vinificare, in modo attento ai risultati di questi vini di qualità.

La produzione

Il disciplinare del Franciacorta, ovvero le regole secondo cui si può produrre questo vino, prescrivono che siano ammessi solo vitigni di Chardonnay o di Pinot Nero, a cui si possono aggiungere eventualmente uve del vitigno Pinot bianco, fino ad un massimo del 50% nella produzione.

La prima fase del fermento avviene con il lievito che mangia lo zucchero, trasformandolo in alcol, e formando successivamente anidride carbonica che, rimane sciolta all'interno della bottiglia data l'alta pressione.

Nel momento in cui si apre la bottiglia, l'anidride carbonica subisce un calo di pressione e torna allo stato gassoso, dando vita alle celebri bollicine

Nel Franciacorta la permanenza dei lieviti sul vino sarà molto lunga, 18 mesi per i multi-vintage e 30 mesi per i millesimati, le riserve arrivano a 60 mesi.

Ad oggi, il Franciacorta è annoverato tra i 10 vini di qualità europei insieme al Cava spagnolo e allo Champagne francese, e non necessita neanche di riportare la dicitura DOCG.

La tendenza di bere Franciacorta

Si tratta del vino prediletto dal mondo della moda, a Milano in particolare, è amato negli ambienti esclusivi del lusso, anche per il suo stile italiano – un vino senza trucco, elegante ed eccelso nella sua semplicità.

Strutturato ma delizioso al palato, risulta equilibrato tra l'acidità naturale e l'anidride carbonica contenuta, che crea un'effervescenza continua. Il suo profumo è ricco di note fruttate e sentori floreali, specie nei vini giovani, mentre un Franciacorta maturo potrà sprigionare note complesse tra spezie e frutta tostata, fino ai sentori di frutta rossa nel rosé.

Un vino raffinato, brillante anche al colore, e questo ne fa un must anche estetico…

Chi sceglie di bere Franciacorta, deve scegliere tra le qualità differenti, secondo il grado zuccherino, che va dai 3 grammi per litro del Nature, fino al 50 grammi per litro del Demi-sec.

Si può selezionare una degustazione vini con Franciacorta Nature, Extra Brut, Sec, Demi-sec e Pas dosé (senza aggiunta di zuccheri, versione secca e asciutta).

Tra i Franciacorta da scegliere ci sono anche i Satén (Brut), i Cuvée speciali, le Riserve, i Blanc de blancs, i rosé e i millesimati (prodotti da uve di un'unica annata).

Per chi deve selezionare il proprio Franciacorta preferito, ovviamente il consiglio è di assaggiarli tutti!

Il costo della qualità, le annate e i prezzi del Franciacorta

A seconda dell'annata e della tipologia di questo vino, il costo di una bottiglia ovviamente sarà vario, e sappiamo che le ottime annate arrivano anche intorno ai 100 euro, mentre un ottimo Satén può costare anche meno di 50 euro, e un Berlucchi Cuvée Imperiale Brut può anche essere accessibile intorno ai 30 euro.

Tra i più costosi Franciacorta c'è il celebre millesimato Ca' Del Bosco di Annamaria Clementi, o il Bellavista Riserva di Vittorio Moretti Extra Brut.

Dovendo scegliere tra quelli più accessibili, ci sono anche case di produzione come Enrico Gatti, il cui Franciacorta Satén millesimato si trova anche a 20 euro, oppure una Prima Cuvée Brut di Monte Rossa a circa 15 euro e un Franciacorta Pas Dosé Riserva Baiana delle Tenute La Montina a circa 30 euro.

Tra le case di produzione Franciacorta più celebri ci sono Ca' del Bosco, Mosnel e San Cristoforo, alla ribalta quest’ultimo anno per la loro qualità.

Abbinare il Franciacorta

Un vino che va servito spesso con aperitivi, crudité, salumi e formaggi morbidi, lieviti e pesce. Fresco, leggero, il suo sapore intenso accompagna bene degli sfizi, piuttosto che delle vere e proprie cene, anche se ben si abbina con carni bianche, primi e antipasti di pesce, in particolare crostacei e molluschi; ottimo anche con i carpacci di salmone e tonno, risotti mantecati.

Va servito a circa 4°C, in un calice ormai detto calice Franciacorta, studiato per esaltarne le caratteristiche, dalla forma a tulipano arrotondato e slanciata. In molti, però, pensato che anche una classica flute non sia da disprezzare, anzi esalti le bollicine che il calice Franciacorta non ravviva.

E il dubbio viene, perché senza bollicine… che brindisi di tendenza è?

L’Italia alcolica: ecco i drink più bevuti dagli italiani

L’Italia alcolica: ecco i drink più bevuti dagli italiani

Nonostante in Italia non si bevi quanto in alcuni paesi del nord Europa, anche noi abbiamo una notevole cultura del bere, legata stereotipicamente al vino e quelle bevute che si fanno dopo mangiato, in compagnia, con calma.
Ma la moda dell’aperitivo è arrivata e filtrata nella nostra cultura da un pezzo, ecco quindi il fioccare dei bar che offrono aperitivi ed apericene, assieme ad una vasta scelta di cocktail che si amplia sempre di più con il passare del tempo. Ma quali sono i drink che resistono nel cuore degli italiani? I più ordinati, a scapito delle mode?

Nel caso tu voglia imparare tutti i trucchi e i segreti per preparare questi e altri fantastici cocktail il nostro consiglio è quello di fare un percorso completo in una scuola barman Roma.

Vediamo insieme la lista completa:

Moijto

Un evergreen, uno dei cocktail più amati dallo scrittore Ernest Hemingway, il mojito vede la sua nascita nel bar “La Bodeguita del medio” a L’Avana, per opera del barman Angel Martinez nel 1942. Sembra che il nome derivi dal termine “Mojadito” che in spagnolo vuol dire bagnato.
Per fare il mojito:

  • 50 ml di rum bianco   
  • 6/8 foglie di menta
  • Acqua gassata
  • 2 cucchiaini di zucchero di canna
  • Ghiaccio

Negroni

Nato nella Firenze degli anni 20, sotto richiesta del conte Camillo Negroni che, stanco dell’Americano chiese al barman Fosco Scarselli una spruzzata di gin al posto del seltz nel suo aperitivo. Da quel momento in molti iniziarono a chiedere “L’Americano alla maniera del conte Negroni” fino a renderlo uno dei cocktail più conosciuti.

Per fare il Negroni:

  • 25 ml di London Dry Gin
  • 25 ml di Campari Bitter
  • 25 ml di vermouth rosso
  • Ghiaccio

Cuba Libre

Molte storie girano attorno all’invenzione di uno dei cocktail più ordinati al banco. La più famosa dice che il Cuba Libre nacque per festeggiare l’indipendenza di Cuba dalla Spagna, ottenuta grazie all’aiuto degli Stati Uniti. Si decise quindi di mescolare la Coca Cola, prodotto americano, con il rum, prodotto cubano per unire simbolicamente i due paesi.

Per fare il Cuba Libre:

  • 5 cl di rum bianco
  • 10 cl di Coca Cola
  • 1 cl di succo di lime
  • 1 fetta di lime

Piña Colada

La Piña Colada è un cocktail tipico di Porto Rico, dove si dice sia stata creata da Don Ramon Portas Mingot, che tentava di ideare un cocktail originale a base di frutta. Si pensa che comunque nei Caraibi fosse già conosciuta una variante chiamata Ananas Colada.

Per fare la Piña Colada:

  • 3 cl di rum bianco
  • 9 cl di succo di ananas
  • 3 cl di latte di cocco
  • Ghiaccio
  • 1 fetta di ananas per guarnire

Franciacorta DOCG: un’ eccellenza che inizia già  dal nome

Alla stessa stregua dello Champagne in Francia, il Franciacorta è l’unico spumante italiano che può legittimamente essere identificato con il solo nome, senza altri termini o parole qualificanti.

Un’eccellenza che inizia già dal nome di questo prodotto che risulta essere il primo ed unico spumante brut italiano, vinificato con il metodo della rifermentazione in bottiglia ad essersi fregiato, fin dal 1995, della Denominazione di Origine Controllata e Garantita, il riconoscimento più importante che viene riservato per un vino.

Questo vino è quindi un tutt’uno con una precisa regione geografica, la Franciacorta per l’appunto, dove nasce grazie alle vigne che crescono in questa particolare zona della provincia di Brescia e ai produttori che, distribuiti nei venti comuni che fanno parte del comprensorio che si identifica con questo prodotto, si identificano con la sua etichetta e con il particolare metodo di vinificazione.

Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, quest’ultimo fino ad un massimo del 50%, sono le uve che danno origine ad un connubio tra tipicità, territorio e metodo di produzione che ha pochi eguali nel mondo tanto da sottolineare in maniera marcata l’unicità del prodotto Franciacorta.

È possibile acquistare online qualsiasi Franciacorta DOCG in negozi come Origini che prestano un occhio attento ai vini provenienti dalla Lombardia, regione trainante dell’economia italiana, da sempre identificata con ampie aree di insediamenti industriali ma che vanta una vocazione vitivinicola da non sottovalutare, come l’eccellenza di questo spumante inconfondibile, prodotto con il Metodo Classico in una zona che presenta un microclima che grazie alla presenza del lago d’Iseo che mitiga un clima altrimenti rigido, e di brezze dovute alla vicinanza con la pianura Padana che evitano pericolosi ristagni di umidità.

Ci troviamo quindi di fronte ad un prodotto non replicabile, che racchiude al suo interno tradizioni e legami con il territorio d’origine, con un disciplinare severo che esclude dal riconoscimento come Franciacorta uve prodotte da vitigni presenti su terreni non adeguatamente soleggiati o posti a fondovalle, impianti in zone con mota umidità dovute alla vicinanza di torrenti, fiumi o ristagni d’acqua.

La vinificazione del Franciacorta DOCG, come già accennato precedentemente, avviene con il metodo tradizionale, quello della rifermentazione in bottiglia o Metodo Classico che poi risulta lo stesso utilizzato da tre secoli per lo Champagne, che prevede l’induzione del secondo processo di fermentazione (per un minimo di 18 mesi) attraverso l’introduzione di zuccheri e di selezionati lieviti con la conseguenza di avare l’anidride carbonica prodotta intrappolata fin dall’inizio in bottiglia.

Il disciplinare del Franciacorta prevede tre versioni di questo vino spumante: bianco, rosé e satèn, quest’ultima molto particolare ed unica che rivela impressioni gustative particolari, sensazioni più morbide e rotonde, quasi delicate e setose.

Caratterizzato da una spuma fine ed intensa, spiccatamente cremosa se parliamo del satèn, il Franciacorta DOCG distingue, in totale, cinque diverse tipologie:

  • Franciacorta
  • Franciacorta Satèn;
  • Franciacorta Rosé;
  • Franciacorta millesimato;
  • Franciacorta riserva

Dal colore trasparente e limpido, un finissimo perlage, profumi delicati ampi e persistenti il Franciacorta si presenta in tutta la sua unicità come uno degli spumanti più apprezzati al mondo, originale prodotto di una fertile regione collinare all’interno di una realtà territoriale proiettata con forza verso il terzo millennio come la Lombardia.

Che vino bere d’estate?

 

Per chi ama il buon vino questo non può mancare nemmeno nella stagione più calda dell’anno, c’è chi per esempio in estate lo sostituisce con la birra perché sembra essere più dissetante e invece tocca sfatare questo mito. Se si è bravi a scegliere, anche il vino rosso può dissetare e dare un bel sollievo adattandosi a qualsiasi tipo di alimentazione del periodo.
Con l’arrivo dell’estate il nostro stile di vita cambia e con esso anche la nostra alimentazione  e con essa le bevande che amiamo bere. Cosa si preferisce bere in estate? Il vino bianco oppure uno spumante, che sono praticamente un luogo comune perché possono essere serviti con qualsiasi temperatura, caldo o freddo vanno sempre bene, in genere comunque in estate un bel bicchiere di vino bianco freddo è il massimo che si possa desiderare. Se parliamo dello spumante, frizzante, effervescente, è perfetto per l’estate perché abbastanza fresco e dissetante anche per l’aperitivo. A tavola invece è maggiormente consumato il vino spumante che riscuote ogni anno molto successo.
Il vino spumante o i rosati sono indicati per gli amanti del sapore fruttato e allora possiamo consigliare il Lambrusco o il Rabosello dal Veneto che sono i più conosciuti e nominati in tutto il mondo e in alternativa anche un Pignoletto frizzante o un Traminer entrambi gradevoli e molto leggeri adatti anche a chi non ama bere vino. Un altro vino adatto all’estate è il Prosecco, corposo ma non molto, dal sapore fruttato, dolce e delicato al palato, fresco e dissetante. Il Franciacorta per esempio è perfetto per accompagnare moltissimi cibi, un pranzo o una cena rustica, così come una cena delicata a base di pesce, disponibile bianco, rosè e satèn con gusto fruttato e note di fiori bianchi.
Altre scelte, non secondarie ma di pari livello, sono il Grillo Sicilia Igt, con un aroma tropicale con mango e papaia, gelsomino e fiori bianchi, l’idea per una cena estiva a base di pesce, ma anche soft con solo verdure. E’ ottimo anche come aperitivo. Poi si passa al Greco di Tofu, disponibile in due versioni “extrabrut” o “brut” da servire ad almeno 8 gradi, ottimo per i piatti freddi, per i primi o per le ricette di pesce poco elaborate.
Solitamente quando pensiamo ai vini rossi, immaginiamo una tipologia di vino molto pesante, imponente, in realtà bisogna saper scegliere in quanto la struttura del vino dipende tutta dall’uva, c’è per esempio quella a bacca rossa dalla quale nasce un vino leggerissimo, che si può bere in tutte le occasioni e a qualsiasi temperatura, quasi come i bianchi.
Contrariamente a quanto si pensa quindi possiamo affermare che a tavola i rossi non possono mai mancare se si vuole fare un perfetto abbinamento tra un buon bicchiere di vino e un pasto (ad esempio serale). L’unica cosa che è importante ricordare è che bere vino fa sicuramente bene al cuore, ma in quantità moderate perché come qualsiasi bevanda o alimento, se assunto in quantità elevate può recare danni all’organismo, quindi fate molta attenzione.

 

 

Nuovo testo unico per il vino made in Italy

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La notizia tanto attesa è finalmente vicina: la nuova legge in materia di vino sta per avere il sì del Parlamento. Il settore  del resto, è di quelli importanti, perché ogni anno fa girare ben 14 miliardi di euro.

Qual'è la novità di questa nuova legge? Lo scopo è quello di semplificare la burocrazia e  rendere maggiormente e più facilmente fruibile questo settore di mercato così importante per il nostro paese. La legge unisce 90 normative diverse che finora hanno regolano il settore. Lo Non soltanto semplificazione, alla base di questa riforma ma anche spazio ai viticoltori per rilanciare il settore e dare slancio all'economia italiana. La valorizzazione di un prodotto tipico dell'eccellenza italiana e del made in Italy, acquistato non soltanto all'estero ma anche nel nostro stesso paese.

All'interno del testo normativo troviamo infatti anche il tema della protezione e della salvaguardia dei vigneti storici, soprattutto in vista di situazioni come il dissesto idrogeologico che mettono a rischio tutta la produzione.

Il 2016 sembra essere l'annata buona per il vino nel nostro paese, perché abbiamo sorpassato la Francia nel primato mondiale di produzione: circa 49 milioni di ettolitri, staccando Parigi che invece si ferma a  42,9 milioni di ettolitri.

La legge tratta anche il tema dell'enoturismo. L'enoturismo è una nuova branca del turismo davvero poco praticamente in Italia,m benché in realtà la richiesta dall'estero sia veramente grande. Sono moltissimi i turisti stranieri che vengono nel nostro paese per fare un tour delle migliori cantine. Molti, andando per feste o per i locali, uno su tutti la Vigna dei Cardinali Roma, richiedono la lista dei vini per capire quali prelibatezze gustare. A questo proposito, è bene anche accennare che il nuovo testo unico in materia di vini prevede anche di poter apporre l'etichetta Dop e Igp per i vini con le giuste caratteristiche.

Chissà che questa nuova normativa non possa dare un nuovo impulso non soltanto al settore del commercio ma a quello del turismo: ciò che manca alle strutture che si pongono nella branca dell’enoturismo è il network: il panorama infatti è estremamente frammentato, occorre un brand, o una rete in gradi di far collegare le cantine, gli hotel, gli autotrasporti in modo tale da poter sfruttare questo enorme potenziale in maniera migliore e più fluida.

Infine, con la nuova legge si da vita allo schedario viticolo, nel quale occorrerà registrare il proprio vigneto, al fine di creare una sorta di database nazionale rafforzare il settore.

L’azienda agricola “TOSCANA RESORT CASTELFALFI”

 

Tour delle vigne, degustazione dei vini e ingresso gratuito a Le Piscine: questa è l’estate di
Castelfalfi

Castelfalfi, agosto 2016.  Le colline che accolgono Toscana Resort Castelfalfi sono caratterizzate da un fascino senza tempo  che non smette mai di stupire i visitatori: ogni stagione porta con sé colori e profumi che la rendono unica. Per questo la Tenuta ha pensato a un pacchetto che possa far  conoscere  ai suoi ospiti tutte le sfumature che fanno dell’estate uno dei momenti migliori per scoprire l’incanto delle vigne di Castelfalfi.

Un’occasione speciale che permetterà a ogni ospite di essere accompagnato dall’esperto team di vinicoltori tra i verdeggianti  filari delle vigne e di concludere il tour con uno speciale percorso di degustazione delle cinque preziose etichette della Tenuta: San Piero IGT 2014, Cerchiaia DOCG
2014, Poggionero IGT 2013, Poggio alla Fame IGT 2013 e Poggio i Soli IGT 2015, ognuna delle quali  è  caratterizzata  da  sfumature  e  profumi  che  rendono  ogni  sapore  inconfondibile  e indimenticabile.

Dal rosso al bianco, dal Chianti al Vermentino, Castelfalfi consente di immergersi completamente nella tradizione vitivinicola toscana e imparare i processi della coltivazione  e  della vinificazione.
E, per rinfrescarsi in queste calde giornate estive, il pacchetto permette agli ospiti di accedere gratuitamente a Le Piscine, dove potersi abbandonare al relax.
La Tenuta di Castelfalfi è, da sempre, caratterizzata da una forte vocazione agricola, che riserva attenzione non solo alla produzione di vino, olio e farro, ma anche al ripristino paesaggistico di un patrimonio  unico  per  storia  e  bellezza.  Il  clima  fresco  e  temperato  della  zona  e  il  contesto ambientale ancora oggi incontaminato, hanno permesso di  ottenere  la massima espressione di aromi e sapori in ogni produzione.

Il pacchetto – valido durante il mese di agosto –  comprende:

–  Tour delle vigne
–  Degustazione di cinque etichette
–  Ingresso gratuito a Le Piscine di Castelfalfi nel giorno della degustazione € 40,00 a persona

Per info e prenotazioni contattare il numero 0571 891000.

Contatti Stampa Toscana Resort Castelfalfi:

Ursula Beretta: ursula.beretta@castelfalfi.it | +39 339 8891083
Jaele Ponzi: jaele.ponzi@castelfalfi.it | +39 0571 890166

Per maggiori informazioni, visita www.castelfalfi.com